Università, LinK: caro affitti e alloggi non sufficienti

di redazione
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Comunicato LINK Coordinamento Universitario – Secondo gli ultimi dati sugli affitti e sulle condizioni delle residenze studentesche, l’alloggio è ormai diventato un privilegio o, meglio, una fortuna per pochi.

Infatti sempre più problematica appare la ricerca di un alloggio che risponda alle esigenze di uno studente fuori sede. La motivazione di intraprendere il percorso di studi in un’altra città si affievolisce quando è il momento di fare i conti da un lato con città poco ospitali e dall’altro con le proprie disponibilità economiche.

Sul fronte dei borsisti si registra una grave insufficienza di posti alloggio e una scarsa qualità dei servizi connessi al sistema del diritto allo studio, ne sono un esempio le strutture fatiscenti che vengono adattate a residenze. Solo il 38% di studenti fuori sede idonei risulta assegnatario di posto alloggio ed anche coloro che fanno parte di questa piccola percentuale spesso accedono al proprio posto letto con eccessivo ritardo rispetto alle esigenze, tanto da essere costretti a provvedere a una sistemazione temporanea per non perdere le lezioni. A Trieste addirittura gli assegnatari non solo possono non accedere all’alloggio a sessione già iniziata, ma sono costretti a versare contributi aggiuntivi per poter usufruire del posto alloggio già dal 1 settembre. La necessità di far fronte a un numero di domande molto maggiore rispetto all’effettiva disponibilità e di confrontarsi con strutture inadeguate porta gli enti e i Comuni a individuare delle soluzioni temporanee, che il più delle volte non possono essere convertite in soluzioni permanenti. Ne sono un esempio la casa dello studente diffusa, che l’ente regionale pugliese sta sperimentando da quest’anno accademico, e il contributo alloggio, strumento previsto nei vari bandi ma che lascia lo studente in balia del mercato privato senza alcuna garanzia.

È emblematico poi come alcuni enti per il diritto allo studio abbiano una concezione meramente utilitaristica della gestione delle residenze: ad esempio l’anno prossimo in Campania, in occasione delle Universiadi, i posti delle residenze studentesche verranno assegnati agli studenti atleti, costringendo gli assegnatari a lasciare l’alloggio in anticipo rispetto alla fine dell’anno, con gravi ricadute negative sulla sessione estiva.

“Solo la ristrutturazione delle residenze già esistenti e l’estensione del servizio abitativo in termini di posti letto, attraverso investimenti nella costruzione di nuove case dello studente, possono rappresentare degli interventi realmente efficaci. I Comuni, da parte loro, devono impegnarsi a individuare strutture in disuso, abbandonate o confiscate da mettere a disposizione degli enti regionali per poter essere riqualificate come residenze studentesche.” – dichiara Alessio Bottalico, coordinatore Link coordinamento universitario.

Anche per gli studenti non borsisti in cerca di una casa la strada non è certo in discesa e priva di ostacoli. Prima fra tutte è proprio la difficoltà a trovare un alloggio vicino alle sedi universitarie e in una posizione che permetta di raggiungere agevolmente gli altri luoghi di aggregazione e di vivere appieno la città.

Nelle città, anche in quelle in cui sono maggiormente presenti poli universitari, gli studenti sono relegati a un ruolo di secondo piano, soggetti da stipare nelle periferie e nelle zone malfamate, perché poco appetibili economicamente rispetto a quelle nelle quali c’è un flusso sempre crescente di turisti. I proprietari di immobili preferiscono affittare tramite le piattaforme online, come AirBnB, perché maggiore è il guadagno e più rapida è la contrattazione con gli utenti. Le città sono sempre meno a misura di studente e sempre più vetrine per attirare turisti.

A questo fenomeno si lega chiaramente l’aumento del costo dell’affitto per gli studenti: secondo l’analisi di Solo Affitti il costo di una singola è aumentato del 4% rispetto allo scorso anno. Come conseguenza gli studenti che hanno minori possibilità economiche si ritrovano a dover rinunciare ad intraprendere un percorso di studi in un’altra città, oppure devono accettare i ricatti del mercato del nero senza nessuna tutela o garanzia.

Se quindi all’interno delle città la presenza degli atenei rappresenta un fattore di attrattività agli occhi degli studenti, i servizi urbani (trasporti, accesso alla cultura, assistenza sanitaria ecc.) e la gestione degli affitti scoprono l’altra faccia della medaglia: infatti in assenza di agevolazioni economiche sui servizi e misure di welfare dedicato, gli studenti si trovano in balìa di chi approfitta della loro necessità abitativa e cerca di lucrarci sopra. Per questo talvolta essi sono costretti a rivolgersi a chi affitta in nero offrendo cifre più basse, situazione che li espone a maggiori rischi in termini di diritti e tutele, e che inoltre danneggia anche il Comune stesso sede degli atenei.

“L’attuale situazione non è più sostenibile e non possiamo permettere che ogni anno migliaia di studenti subiscano il disagio di non trovare un alloggio dignitoso. – conclude Alessio Bottalico, coordinatore nazionale Link coordinamento universitario – Oggi, come Link Coordinamento Universitario, lanciamo la campagna “Studenti senza tetto” perché è necessario invertire la rotta e rivedere quanto prima le politiche abitative delle città italiane. Gli enti regionali e i Comuni non possono voltarsi dall’altra parte e ignorare il problema, per questo nei prossimi mesi ci mobiliteremo affinché su tutto il territorio nazionale non solo vengano garantite maggiori tutele ai borsisti, ma anche affinché tutti gli studenti fuori sede non vengano abbandonati nella giungla degli affitti. Inoltre agli sportelli di orientamento che partiranno nei prossimi giorni in tutta Italia, abbiamo prodotto una guida all’abitare di Link Coordinamento Universitario con tutte informazioni utili sulle tipologie di contratto, sulle imposte e sulla lotta al mercato del nero per dare un primo supporto agli oltre 250.000 studenti fuori sede che in questi giorni si stanno imbattendo per la prima volta nella ricerca di una casa”

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