Università e Ricerca, M5S: 1600 nuovi assunti e 1000 ricercatori stabilizzati

Dichiarazione dei componenti M5S della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati.

“Con l’approvazione in via definitiva al Senato del decreto Milleproroghe arrivano ottime notizie per l’Università e la Ricerca. Nel provvedimento, infatti, abbiamo voluto imprimere un’ulteriore spinta per migliorare le condizioni di lavoro nel nostro sistema universitario e della ricerca, per troppo tempo sotto finanziato a causa dei governi precedenti e da politiche miopi e inefficienti”.

“Come MoVimento 5 Stelle e come Governo, in soli due anni abbiamo portato avanti interventi finalizzati a favorire il reclutamento di professori e l’ingresso di giovani ricercatori nelle università. Ora il nostro impegno continua con risorse aggiuntive, mettendo a disposizione 96,5 milioni di euro per il 2021 e 111,5 milioni di euro annui dal 2022, aumentando così il Fondo per il finanziamento ordinario delle università. Nel Milleproroghe abbiamo rinnovato il piano straordinario che porterà all’assunzione di 1.607 ricercatori di tipo B, quelli che dopo tre anni, previo conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale, possono accedere direttamente al ruolo di professore associato nell’arco del triennio 2020-2022″.

“Consentiremo, inoltre, di bandire procedure per la chiamata di professori universitari di seconda fascia per 1.034 ricercatori universitari a tempo indeterminato e in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale che potranno così diventare finalmente professori associati”, continuano i parlamentari pentastellati della Commissione Cultura.

“Sono misure importanti di sostegno per l’accesso dei giovani alla ricerca e per la competitività del sistema universitario italiano a livello internazionale. Queste risorse verranno poi ripartite tra le università con due successivi decreti del ministero dell’Università. Anche nel Milleproroghe, dunque, confermiamo il nostro impegno e la nostra attenzione per l’Università e la Ricerca, puntando ancora di più a una riforma del sistema di reclutamento improntato alla trasparenza e alla meritocrazia”, concludono i parlamentari.

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