Università, ecco candidato tipo test ingresso Medicina

di redazione
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comunicato Skuola.net – Pronto a tutto pur di raggiungere l’obiettivo. Anche se questo dovesse significare passare ore e ore sui libri oppure spendere una fortuna. Non si arrende, anche a costo di doverci riprovare o di lottare per difendere i suoi diritti. Ecco, a grandi linee, chi è il candidato tipo dei test d’ingresso alla facoltà di Medicina. Una web survey di Skuola.net, effettuata su 1000 ragazzi che proveranno a entrare a Medicina nell’anno accademico 2017/2018, ha provato a disegnare il suo identikit.

Sarà per la difficoltà di entrare in graduatoria in buona posizione, sarà per la concorrenza spietata, sarà per i pochi posti a disposizione (alla fine entrerà circa solo 1 su 7). Sta di fatto che, tra gli studenti universitari, forse nessuno come una futura matricola della facoltà di Medicina e Odontoiatria vive la vigilia dei quiz in maniera così competitiva. Uno dei motivi potrebbe celarsi dietro le particolari motivazioni che lo spingono a provarci. La passione è il motore che muove tutto: più di 6 studenti su 10 (il 62%) l’hanno messa in cima alla lista. Solo il 25%, invece, ci prova guardando al futuro: il 13% per gli sbocchi lavorativi che offre, il 12% per le prospettive di guadagno.

Come detto, però, la caratteristica che contraddistingue di più l’aspirante medico è la costanza. A parte quelli che hanno appena preso il diploma superiore e che per forza di cosa proveranno a passare i test d’ingresso per la prima volta (sono il 68% del campione), gli altri sono quasi tutti ‘ripetenti’ e ci proveranno un’altra volta dopo i fallimenti degli anni scorsi: la maggioranza di loro è già studente universitario, ma proviene da un altro corso. Tra quelli che non sono freschi di maturità, infatti, ben il 69% è al secondo tentativo; a cui bisogna aggiungere un 14% addirittura alla terza opportunità; mentre solo per il 17% di loro si tratterà di una novità.

Nessun passo indietro. Neanche se i test dovessero andare male. Un destino che, purtroppo, accomunerà la stragrande maggioranza di loro. Ma l’alternativa è già pronta: iscriversi ad un’altra facoltà (magari di un’area didattica simile come, ad esempio, biologia) in attesa di ritentare la fortuna l’anno prossimo. Seguirà questa strada il 57% dei delusi. In fondo è quasi un passaggio naturale, come conferma il precedente dato sugli universitari iscritti ai quiz di quest’anno; facile immaginare che tra loro ci siano molti delusi degli anni scorsi. L’11%, invece, si prenderà una pausa dall’università ma si ripresenterà comunque tra dodici mesi. Il 6% proverà a intraprendere la stessa carriera ma all’estero. Solo il 18% dirà basta, rinunciando per sempre al sogno di diventare medico.

Comunque una cosa è certa: prima di arrendersi venderanno cara la pelle.

Quasi 9 ragazzi su 10 sono pronti a fare ricorso se dovessero accorgersi che qualcosa, durante le prove, non sarà stata fatta secondo le regole: il 49% si opporrà anche di fronte alla minima infrazione, il 39% ricorrerà solo per palesi irregolarità. Appena i 12% accetterà passivamente il responso, qualsiasi esso sia. Forse perché arrivare preparati all’appuntamento gli è costato sudore e denaro. Quasi un terzo dei candidati (il 31%) ha iniziato a studiare tra i 7 e i 9 mesi prima. E un quinto di loro (il 20%) ha speso più di 500 tra libri specializzati (36%), corsi di preparazione (25%), simulazioni online (27%) e lezioni private (6%).

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