Università. Pittoni (Lega): bonus maturità via subito

Di Lalla
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"Assurdo pensare di far slittare l’abolizione del bonus maturità al prossimo anno. E’ come se il boia dicesse al condannato “la pena di morte con c’è più ma, visto che c’era quando hai commesso il delitto, ti ammazzo lo stesso”.

"Assurdo pensare di far slittare l’abolizione del bonus maturità al prossimo anno. E’ come se il boia dicesse al condannato “la pena di morte con c’è più ma, visto che c’era quando hai commesso il delitto, ti ammazzo lo stesso”.

Certo era meglio se – come avevamo suggerito – il ministro Carrozza cancellava il bonus appena insediata, non a test d’ammissione ai corsi universitari già iniziati. Si rischia ricorsi… che comunque ci sarebbero stati in ogni caso: troppa disomogeneità di valutazione sul territorio e tra istituti. In gioco la credibilità dello Stato? Si perde credibilità applicando, non certo togliendo provvedimenti discriminanti. Si pensi invece a metter mano ai meccanismi di accesso ai corsi a numero chiuso, che allo stato attuale sono un autentico terno al lotto».

Questa la replica dell’ex senatore Mario Pittoni, capogruppo uscente della Lega Nord in Commissione Istruzione a palazzo Madama, a chi vorrebbe mantenere per quest’anno il bonus maturità. Pittoni, che per tutta la scorsa legislatura si è battuto contro la sua applicazione, chiede anche di affrontare la questione dei test d’ingresso che, spiega, in particolare a Medicina «con un solo posto disponibile ogni otto domande, oggi garantiscono l’accesso più per fortuna che per capacità. Serve un sistema che lasci una possibilità a tutti, scremandoli dopo un certo periodo (un anno?) in base a un adeguato numero di esami da superare.

I migliori dovranno poter scegliere il corso di laurea d’interesse, fino all’esaurimento dei posti in quel corso e in quell’università. Fantascienza? No. In altre nazioni come la Francia è già così: la selezione per Medicina avviene dopo il primo anno di università e un breve tirocinio in ospedale. I test attuali se ben formulati (merce piuttosto rara di questi tempi), possono essere (relativamente) utili per verificare il livello di preparazione alla fine di un ciclo di studi.

Diverso – argomenta Pittoni – quando pretendono di mettere a fuoco quanto sei portato a intraprendere un nuovo percorso, soprattutto in un settore particolare come quello medico. Interessante al riguardo la proposta di Luigi Fabbrizzi, dell’Università di Pavia: un anno di corso propedeutico, al quale si iscrivono liberamente gli studenti interessati, in cui vengono impartiti gli insegnamenti di base, comuni agli attuali corsi di laurea di natura biomedica (Matematica, Fisica, Chimica, Biologia, Fisiologia).

Gli studenti – conclude Pittoni – sostengono gli esami e alla fine viene stilata una classifica sulla base della media delle votazioni".

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