Università. M5S: abrogare fondo mobilità e norma Gelmini

di redazione
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Movimento 5 stelle – "Avevamo proposto e torniamo a chiedere l’abrogazione degli articoli 59, 59 bis e la prima parte del 60, inerenti il fondo di mobilità per il diritto allo studio, il programma nazionale per il sostegno degli studenti capaci e meritevoli e l’aumento della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario. Quest’ultimo introdotto con l’emendamento Gelmini”. Lo dichiarano i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura

Movimento 5 stelle – "Avevamo proposto e torniamo a chiedere l’abrogazione degli articoli 59, 59 bis e la prima parte del 60, inerenti il fondo di mobilità per il diritto allo studio, il programma nazionale per il sostegno degli studenti capaci e meritevoli e l’aumento della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario. Quest’ultimo introdotto con l’emendamento Gelmini”. Lo dichiarano i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura

“Il decreto del Fare, così come uscito dal lavoro delle commissione – affermano i deputati del M5S -, è di gran lunga peggiorativo rispetto al decreto formulato dal Governo dal momento che sono stati inseriti emendamenti che introducono nuove norme relative al diritto allo studio e al finanziamento all’università, rispetto alle quali siamo nettamente contrari. In sede di commissione il MoVimento 5 Stelle aveva sollevato obiezioni rispetto a questi temi, presentando emendamenti, rigettati, al fine dio porre rimedio alle storture. La risposta ricevuta è stata un “no” in blocco”.

“I nuovi canali nazionali per l’erogazione di borse di studio – precisano – determinano criteri di accesso molto restrittivi e un conflitto di attribuzioni tra Regioni e Ministero che rischiano di causarne il blocco, causando l’ulteriore riduzione delle già esigue borse di studio. Inoltre l’aumento della quota premiale del Fondo metterà a rischio la stabilità finanziare per le università del Centro-Sud dal momento che il sistema di valutazione si basa sulla situazione risalente a tre anni fa e non determinerà maggiori risorse per le università premiate”. La conseguenza è che l’incremento del fondo previsto nel decreto legge per favorire le assunzioni e lo sblocco del turn over in realtà viene sottratto per il “Programma nazionale per il sostegno degli studenti capaci e meritevoli”.

“Il Programma nazionale per il sostegno degli studenti capaci e meritevoli non favorisce il diritto allo studio, ma ingarbuglia notevolmente la materia creando confusione normativa e di gestione tanto da mettere a rischio l’intero sistema del diritto allo studio, deresponsabilizza lo Stato sul reperimento delle risorse già molto esigue e aggirando anche il dettato Costituzionale (ma non è una novità) in materia di competenze tra Stato e Regioni”.

“Avevamo già annunciato che gli attori del mondo dell’università si sarebbero sollevati di fronte a tali provvedimenti. Così è stato e quindi non possiamo che condividere la linea di contrarietà espressa da parte della Crui e della Conferenza delle Regioni e dalle associazioni studentesche”.

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