Università. I fuori corso esclusi dalle risorse per il costo standard per studente

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Il ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, ha firmato il decreto di ripartizione del Fondo per il Finanziamento Ordinario (FFO) per gli atenei,  che ammonta, quest’anno, a poco più di 7 miliardi di euro. Per l’esattezza 7.010.580.532.

Il ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, ha firmato il decreto di ripartizione del Fondo per il Finanziamento Ordinario (FFO) per gli atenei,  che ammonta, quest’anno, a poco più di 7 miliardi di euro. Per l’esattezza 7.010.580.532.
Le risorse sono ripartite in questo modo:  il 18%, 1.215.000.000 euro, è assegnato alla cosiddetta “quota premiale su cui pesano i risultati conseguiti nella valutazione della ricerca (per il 70%), la valutazione delle politiche di reclutamento (20%), i risultati della didattica con specifico riferimento alle aperture internazionali (10%”), il fondo per il dottorato triennale  ammonta a 259.296.174 euro.

“Una fetta della quota base dell’FFO – spiega il Miur in una nota- è poi assegnata, per 1 miliardo circa, in base al costo standard di formazione per studente in corso. Un sistema inedito che punta ad agganciare lo stanziamento delle risorse non più a criteri storici, ma alla qualità e alla tipologia dei servizi offerti agli studenti. Il costo standard, che è oggetto di un apposito decreto Miur-Mef, viene calcolato attraverso una formula che mette in relazione i costi che gli atenei sostengono per i diversi corsi di studio (costi dei docenti, degli amministrativi e tecnici, di funzionamento) alla popolazione studentesca in corso”.

Da qui la denuncia del LINK, il ccordinamento unversitario:"“Grave la previsione del sistema del "Costo Standard per Studente", di cui manca ancora il decreto attuativo, che prefigura una serissima minaccia per gli studenti fuori-corso, infatti con questo sistema saranno loro a sostenere il finanziamento pubblico degli atenei poiché gli atenei si troveranno di fronte alla scelta o di aumentare la contribuzione studentesca per i fuori-corso o di dequalificare la didattica”.

"Da quest’anno non ci saranno più tetti all’incremento degli stanziamenti destinati agli atenei virtuosi, quelli che hanno aumentato il livello della loro prestazione. E cresce sensibilmente la quota premiale del finanziamento (dal 13,5% del 2013 al 18% del 2014), che sarà distribuita prendendo in considerazione anche l’internazionalizzazione delle università, con particolare attenzione per la partecipazione al programma Erasmus” spiega il MIUR.

Anche questo non piace agli studenti:""Il Fondo di Finanziamento Ordinario – spiega Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK – Coordinamento Universitario – rimane quello dell'anno scorso, con un taglio previsto in legge di stabilità che da oggi al 2023 ammonterà a 1,431 milioni di euro. A questo bisogna aggiungere l'aumento percentuale della c.d. "Quota Premiale" che passa dal 13,5 % dell'anno scorso al 18% trasformandola così in uno strumento punitivo per tanti atenei che si troveranno con una importante sottrazione di risorse"

"Questo Decreto viene approvato – conclude Alberto Campailla, di LINK – nonostante sia il CUN (Consiglio Universitario Nazionale) sia il CNSU (Consiglio Universitario Nazionale) abbiano espresso dei pareri negativi nel merito del provvedimento. Ancora una volta si sancisce l'alleanza tra il MIUR e i Rettori delle Università italiane che pur di strappare qualche piccolo correttivo stanno sostenendo questo assurdo provvedimento."

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