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Unioni civili: ecco perché è possibile richiedere l’aspettativa per ricongiungersi alla “parte dell’unione civile” all’estero

Il ricongiungimento con il coniuge all’estero prevede un periodo di allontanamento non retribuito dal posto di lavoro. L’aspettativa a chi spetta?

Daniele scrive

Buonasera, Vorrei un’informazione sui ricongiungimenti familiari. Sono un docente di ruolo, unito in matrimonio civile. Mio marito lavora all’estero, in Francia. Posso chiedere l’aspettativa al fine di poterlo raggiungere? Il ricongiungimento familiare per unioni tra persone dello stesso sesso come viene gestito? Se posso chiederlo come funziona? Per quanto tempo lo posso chiedere e con quale anticipo? Cordialmente

La normativa

La legge 11 febbraio 1980, n. 26 disciplina il collocamento in aspettativa dei dipendenti dello Stato il cui coniuge sia chiamato a prestare servizio all’estero.

Tutto il personale della scuola, il cui coniuge presti servizio all’estero, può chiedere di essere collocato in aspettativa qualora l’amministrazione non ritenga di poterlo destinare a prestare servizio nella stessa località in cui si trova il coniuge, o qualora non sussistano i presupposti per un suo trasferimento nella località in questione.

L’aspettativa può avere una durata corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha originata.

Può quindi durare per tutto il periodo di servizio all’estero del coniuge e non ha un limite legale di durata. Il collocamento in aspettativa spetta anche al dipendente il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali. La richiesta non è subordinata al superamento dell’anno di prova ed è sottratta alla discrezionalità del dirigente.

Inoltre, dal momento che il periodo di aspettativa è subordinato al tempo in cui il coniuge presti servizio all’estero, tale periodo non deve necessariamente durare per l’intero anno scolastico ma può essere anche frazionato. Tra un periodo e un altro di aspettativa bisogna però riprodurre nuovamente domanda documentata.

L’aspettativa può essere revocata in qualunque momento per ragioni di servizio o in difetto di effettiva permanenza all’estero del dipendente in aspettativa. Le esigenze di servizio che ne dovessero impedire il prosieguo, dovranno ovviamente essere motivate e comunicate per iscritto.
L’aspettativa si interrompe altresì se vengono meno i presupposti per cui è stata concessa.

Unioni civili

La L. 76/2016 sulle unioni civili e le coppie di fatto all’’art.1, comma 20 prevede che: “Al solo fine di assicurare l’effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall’unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.”

Conclusioni

Il quesito di Daniele non può che avere una risposta positiva in quanto, dal coordinamento delle norme richiamate, emerge che l’aspettativa per ricongiungersi al coniuge all’estero  può essere fruita anche da un lavoratore dipendente, parte di un’unione civile, che si voglia ricongiungere all’altra parte.

Resta inteso che per quanto riguarda la qualificazione di “parte dell’unione civile”, ai sensi del comma 3, art, 1 della legge 76/2016, dovrà farsi riferimento agli atti di unione civile registrati nell’archivio dello stato civile.

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