Unione europea, dare sostegno a docenti e dirigente. Uso tecnologia didattica digitale responsabile e inclusiva e formazione lungo tutto l’arco della vita

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Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 10 giugno 2021 sono state pubblicate le Conclusioni del Consiglio UE su equità e inclusione nell’istruzione e nella formazione al fine di promuovere il successo scolastico per tutti. Tra i numerosi rilievi ed inviti formulati dal Consiglio verso gli Stati, spicca quello consistente nel garantire che i docenti, il personale con competenze pedagogiche e gli altri educatori, nonché i dirigenti degli istituti di istruzione e formazione a tutti i livelli, ricevano tutto il sostegno di cui hanno bisogno.

I dati pubblicati dal Consiglio UE

Nella relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione 2020 emergono alcune informazioni di rilievo:

  • la partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia (ECEC) a partire dall’età di 4 anni è elevata, appena al di sotto dell’obiettivo dell’ET 2020, grazie agli sforzi costanti degli Stati membri, ma le disparità in termini di accesso e di qualità restano una sfida;
  • la percentuale di giovani che hanno abbandonato l’istruzione e la formazione si è attestata al 10,2 % nel 2019, prossima all’obiettivo dell’ET 2020. Tuttavia, per le persone con disabilità il tasso è pari al 20,3 % e per gli alunni nati all’estero la probabilità di abbandonare l’istruzione è maggiore rispetto ai loro coetanei autoctoni (rispettivamente il 22,2 % e l’8,9 %). I giovani uomini che abbandonano l’istruzione sono più delle giovani donne (rispettivamente l’11,9 % e l’8,4 %) e questo divario è rimasto generalmente costante nell’ultimo decennio;
  • i risultati dello studio PISA del 2018 mostrano che l’UE non ha raggiunto l’obiettivo dell’ET 2020 di ridurre a meno del 15 % i risultati insufficienti nelle competenze di base. A livello di UE nel suo complesso, infatti, negli ultimi dieci anni i risultati insufficienti sono aumentati nelle scienze (22,3 %) e nella lettura (22,5 %) e si sono mantenuti stabili in matematica (22,9 %) per l’UE-27. Quanto al livello dei risultati insufficienti, persistono marcate disparità di genere solo nella lettura, con percentuali più elevate tra i ragazzi. Inoltre, i risultati mettono in luce l’importanza del clima scolastico per il benessere e il rendimento degli alunni;
  • l’UE e la maggioranza degli Stati membri hanno raggiunto l’obiettivo del 40 %, fissato dall’ET 2020, in merito al completamento dell’istruzione terziaria. Tuttavia, le differenze di genere permangono all’interno dell’UE e gli studenti con minori opportunità hanno aspettative più basse di portare a termine l’istruzione terziaria (43,4 %) rispetto ai loro coetanei (82,3 %);
  • l’incremento della partecipazione degli adulti all’apprendimento ha compiuto lenti progressi nell’arco dell’ultimo decennio e la partecipazione rimane notevolmente disomogenea fra gli Stati membri. Nel 2019 il tasso di partecipazione degli adulti all’apprendimento era pari al 10,8 % nell’UE-27, in leggero aumento rispetto al 7,8 % del 2010 e ancora lontano dall’obiettivo del 15 %;
  • il contesto socioeconomico si conferma il principale fattore determinante per quanto riguarda i risultati scolastici nell’UE, che impedisce a un alto numero di giovani di acquisire un livello adeguato di competenze di base e ostacola la mobilità sociale ascendente.

Lo spazio europeo dell’istruzione

Tenuto conto dell’obiettivo politico generale di realizzare lo spazio europeo dell’istruzione, per il Consiglio è giunto il momento di “fare il punto” sui progressi compiuti finora per migliorare l’equità e l’inclusione nell’istruzione e nella formazione al fine di promuovere il successo scolastico per tutti e imprimere un nuovo slancio alla cooperazione a livello di UE e agli interventi nazionali in questo settore. Nonostante il Consiglio abbia affrontato le questioni dell’equità, dell’istruzione inclusiva e del successo nell’istruzione e nella formazione, per il documento in parola occorre ancora considerarle nel loro insieme e come punti di intersezione interdipendenti che possono contribuire a determinare se i sistemi di istruzione e formazione siano in grado di fornire un’istruzione e una formazione di alta qualità realmente inclusive e coesive sul piano sociale, eque ed efficaci per tutti, compreso l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Per lo stesso organo è necessario continuare ad adoperarsi per garantire che un maggior numero di discenti possa completare con successo un percorso di istruzione e formazione secondaria di secondo grado (o equivalente) e proseguire l’istruzione e la formazione continua o l’istruzione superiore, consentendo loro di sviluppare conoscenze, capacità e competenze preziose per la vita e di realizzare appieno il loro potenziale. Negli ultimi anni, secondo lo stesso documento, i sistemi di istruzione e formazione nazionali e regionali sono riusciti a migliorare la loro capacità di garantire un’equità nell’accesso e un’inclusione maggiori, il che può contribuire al successo scolastico; tuttavia, al fine di migliorare contestualmente l’equità, l’inclusione e il successo scolastico, si rendono necessari ulteriori sforzi, azioni e misure, compresa l’esigenza di fornire un orientamento permanente che sia più accessibile e di alta qualità a tutti i livelli e per ogni tipo di istruzione e formazione.

La tecnologia digitale: uso etico, responsabile, inclusivo

Secondo il Consiglio svolge un ruolo importante nel rendere gli ambienti di apprendimento, i materiali didattici, gli strumenti e i compiti digitali adattabili, personalizzati e adeguati a discenti eterogenei. Sebbene la tecnologia digitale abbia reso possibile l’istruzione a distanza durante la pandemia di COVID-19, tale situazione ha messo in evidenza le disparità di fondo in termini di accesso ai dispositivi digitali, connettività e altre forme di divario digitale, quali le competenze digitali di discenti, educatori e prestatori di assistenza e la disponibilità di sostegno in relazione a queste ultime. Un uso etico, responsabile e inclusivo delle tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale, potrebbe altresì contribuire a colmare il divario digitale e a promuovere un insegnamento e un apprendimento più inclusivi.

Gli inviti formulati dal Consiglio agli Stati membri UE

Nella notevole lista di call to action, formulata nei confronti degli Stati membri, emergono i seguenti:

  • attuare misure di politica educativa e portare avanti, se del caso, la riforma dei sistemi di istruzione e formazione, esaminando tutti i tipi di istruzione e formazione, nel quadro di un approccio che tenga conto dell’istituto nel suo insieme, per potenziare le pari opportunità e l’inclusione e promuovere il successo scolastico a tutti i livelli e per ogni tipo di istruzione e formazione,
  • incoraggiare l’offerta di opportunità per tutti i discenti affinché intraprendano percorsi di istruzione e formazione flessibili lungo tutto l’arco della vita, anche attraverso la convalida dell’apprendimento precedente, pure nell’ambito di contesti non formali e informali e di approcci flessibili, anche esaminando il concetto e l’adozione di un approccio europeo alle microcredenziali, senza compromettere il principio fondamentale dei corsi di laurea completi nell’istruzione e nella formazione iniziali.

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