Unioncamere: serve albo imprese per alternanza e agevolazioni fiscali

di redazione
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La riforma della Scuola "è un progetto fondamentale per il Paese. Il ddl, che noi condividiamo, ha come obiettivo l'impulso e la crescita economica anche attraverso il miglioramento dell'offerta formativa. Valutiamo positivamente che con il ddl la scuola e l'istruzione diventino fattore di coesione e sviluppo sociale". "Chiediamo però che le imprese abbiano un ruolo molto più attivo".

La riforma della Scuola "è un progetto fondamentale per il Paese. Il ddl, che noi condividiamo, ha come obiettivo l'impulso e la crescita economica anche attraverso il miglioramento dell'offerta formativa. Valutiamo positivamente che con il ddl la scuola e l'istruzione diventino fattore di coesione e sviluppo sociale". "Chiediamo però che le imprese abbiano un ruolo molto più attivo".

A dirlo Claudio Gagliardi, segretario generale di Unioncamere, in audizione a Montecitorio riguardo al ddl Buona scuola. Nel suo intervento Gagliardi ha elencato alcune proposte per il "miglioramento" del ddl in esame alla Camera.

Secondo Unioncamere "le imprese andrebbero coinvolte sistematicamente nel modello di interazione tra scuola e territorio", previsto in particolare dall'articolo 4 e 5 della riforma. Per questo, secondo le Camere di commercio, "è giunto il momento di creare un albo o una sezione speciale del Registro delle imprese dedicata all'alternanza scuola-lavoro".

In questo modo una sezione 'ad hoc' "potrà aiutare a individuare le imprese formative che possono essere sostenute, anche con le stesse agevolazioni fiscali delle Pmi".

Con la sezione speciale nel Registro "avremmo un elenco di imprese che verrebbero certificate per la loro qualità formativa e alle quali le scuole si potranno rivolgere". Queste aziende "potrebbero avere non solo vantaggi fiscali, ma anche reputazionali riconosciuti in un registro pubblico e avrebbero un rapporto privilegiato con le istituzioni della formazione".

Tra le proposte di Unioncamere anche "la definizione di profili professionali nazionali che valgano come standard professionali a cui l'alternanza scuola-lavoro possa fare riferimento. In Germania – ha aggiunto Gagliardi – abbiamo 350 profili professionali che vengono messi a punto dalle imprese e dalle Camere di commercio". Riferendosi all'articolo 5 Gagliardi ha concluso: "Per quanto riguarda i laboratori territoriali dell'occupabilità chiediamo di prevedere un sistema di rete, di cui possano far parte anche le Camere di commercio".

Durante l'audizione il segretario generale ha ricordato che in Italia le imprese "nel 12% delle richieste di assunzioni incontrano difficoltà a trovare le risorse adeguate. È una carenza strutturale per via della scarsa offerta dei titoli e delle qualifiche. La formazione in uscita – ha spiegato – spesso non risponde a quello che chiedono le imprese. E quest'ultime ritengono che le competenze trasversali siano quelle più necessarie per entrare nel circuito lavorativo".

I canali di ricerca "sono prevalentemente informali". Il risultato "è un palese disallineamento tra domanda e offerta di lavoro". L'alternanza, ha concluso, "è stata una risposta importante, ma questa deve uscire da un insieme di sperimentazioni per diventare strutturale" e questo ddl "fa un passo avanti in questa direzione".

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