Unicobas. venerdì 13 novembre la scuola manifesta da P.zza Esquilino. Ore 10.30

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Stefano d’Errico (UNICOBAS)  – In piazza con noi (a livello nazionale): i precari del MIDA e di ADIDA, i ‘Docenti immobilizzati’, ‘Illumin’Italia’, molti Coordinamenti delle scuole, il Comitato Lip di Viterbo,  Contestata l’applicazione della riforma: la chiamata diretta, nonché la mancata assunzione e la continua precarietà del 10% del personale, la valutazione discrezionale e la fine della libertà d’insegnamento, la perdita della titolarità e l’eliminazione delle regole di garanzia sui trasferimenti.

Stefano d’Errico (UNICOBAS)  – In piazza con noi (a livello nazionale): i precari del MIDA e di ADIDA, i ‘Docenti immobilizzati’, ‘Illumin’Italia’, molti Coordinamenti delle scuole, il Comitato Lip di Viterbo,  Contestata l’applicazione della riforma: la chiamata diretta, nonché la mancata assunzione e la continua precarietà del 10% del personale, la valutazione discrezionale e la fine della libertà d’insegnamento, la perdita della titolarità e l’eliminazione delle regole di garanzia sui trasferimenti.

Nello stesso giorno manifestazione Unicobas anche contro l’ipotesi del Governo di limitare il diritto di sciopero dei lavoratori, impedendone l’esercizio al sindacalismo di base, nonché PER IL DIRITTO DI MANIFESTARE,compromesso dall’accordo-capestro sottoscritto anche dai sindacati Confederali con il Questore di Roma, che a Roma consente di manifestare solo il sabato e la domenica, vietando quindi qualsiasi corteo in contemporanea con qualsivoglia azione di sciopero, perché gli scioperi non si fanno certo di sabato né, tantomeno, di domenica. “In questa situazione – spiega Stefano d’Errico segretario nazionale Unicobas – abbiamo chiesto l’autorizzazione per una manifestazione statica in Piazza dell’Esquilino, non distante dalla stazione Termini. Poi – se grazie alla mediazione dei parlamentari presenti la Questura ce lo consentirà formeremo un corteo attraverso via Cavour e Fori Imperiali con conclusione in Piazza SS. Apostoli".

Nel frattempo s’avanza una manifestazione in stile passeggiata pomeridiana dei Confederali, solo sulla legge finanziaria e per il pubblico impiego da tenersi nelle vie dello shopping Sabato 28 Novembre (e forse uno sciopero-farsa in Dicembre dopo l’approvazione della legge di stabilità).

Non abbiamo combattuto per più di un anno (per la verità dal 14 Luglio 2014) per poi rimanere inattivi di fronte al rischio di una chiusura così disonorevole della lotta contro la L. 107/2015.

Non abbiamo combattuto per veder capitolare le scuole senza colpo ferire, mentre i Confederali (e non solo) esortano i loro rappresentanti ad accomodarsi proprio in quel comitato di valutazione per il bonus premiale che è una delle architravi principali della distruzione della comunità educante. La presenza di questo comitato affossa ogni cooperazione educativa a vantaggio della discrezionalità del dirigente-padrone, incaricato dalla legge di decidere da solo non appena il comitato si sia formato ed abbia fornito ‘criteri’ che il dirigente può tranquillamente ignorare.

Questo, mentre in realtà l’unica via per bloccare l’operazione clientelare ed autoritaria è invece il voto, istituto per istituto, di una MOZIONE di rifiuto dell’elezione dei due membri che la legge demanda ai Collegi dei Docenti, impedendo la formazione del comitato come ‘collegio perfetto’ (qualità che s’evince proprio per la natura di rappresentanza plurima e qualificata che lo contraddistingue). L’Unicobas suggerisce di eleggere i ‘tutor’ dei neo-assunti e non votare il comitato almeno sino a Giugno (quando si porrà il problema della valutazione dell’anno di prova), come successo nella scuola di Lady Renzi, dove il preside è riuscito ad impedire che la mozione venisse votata, ma non l’arrivo di una diffida ad adempiere rivoltagli dal sindacato. Solo se non viene eletto il comitato di valutazione (che è un ‘collegio perfetto’) non potrà elaborare i criteri richiesti, annullando l'operazione ‘premiale’ discrezionale, mentre la categoria avrà la possibilità di verificare a che punto sarà la guerra contro la L. 107. Anche il portfolio ed il tutor (per gli alunni) erano (e sono) 'legge' dai tempi della Moratti: oggi in quante scuole esistono mai

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