UNICOBAS. Suggerimenti al nuovo Governo sul tema Scuola e di più

di redazione
ipsef

UNICOBAS – RENZILONI E PUGLISI: INACCETTABILE !!!!! Questa è la ‘democrazia’ di Mattarella e dell’attuale Parlamento. Dopo un 60% di NO, rispondono con un governo del ‘sì’.

Questa è la ‘democrazia’ di Mattarella e dell’attuale Parlamento. Dopo un 60% di NO, rispondono con un governo del ‘sì’, con un servo della UE e delle banche che, come primo obiettivo si pone il salvataggio dei truffatori del Monte dei Paschi di Siena e la conferma della L. 107/2015. D’accordo con una Corte ‘Costituzionale’ che prima di esprimersi sulla legge elettorale (all’alba del 24 Gennaio) deve andare alle Maldive, si propongono di allungare il brodo, salvare le indennità della casta e confermare la squallida politica renziana e la ‘Buona sQuola’. Il fronte del ‘NO SOCIALE’, il mondo della scuola e tutto il sindacalismo alternativo devono mobilitarsi immediatamente per PRETENDERE
• che Gentiloni si ritiri e non venga incaricato, perché il prossimo Governo, venga incaricato in assenza di qualunque esponente di partito facente parte della schiera del ‘sì’ alla controriforma della Costituzione. Non può essere accettabile altro che un Governo strettamente a termine, che si impegni prioritariamente nell’attuazione delle seguenti misure urgenti:
• L’immediata revisione della legge elettorale ‘Italicum’ con un ritorno a un sistema proporzionale, garante della partecipazione popolare alla scelta dei rappresentati presso le Istituzioni, applicato secondo identiche modalità in entrambe le Camere; 
• L’immediato ricorso al voto entro aprile 2017;
• L’abolizione completa della L. 107/2015 impropriamente chiamata “La Buona Scuola”;
• L’abrogazione della legge sulla rappresentanza sindacale del 1997 per il settore pubblico che impedisce elezioni democratiche su lista nazionale, negando persino il diritto di assemblea in orario di servizio al sindacalismo di base, nonché del Testo Unico sulla Rappresentanze Sindacali Unitarie, che, per ora nel settore privato, ha sottratto libertà di partecipazione ai processi decisionali e di contrattazione e rappresentatività alle minoranze sindacali;
• L’abolizione del Jobs Act e ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori;
• L’abolizione della legge ‘Sblocca Italia’;
• Il ritiro dell’incostituzionale controriforma della Pubblica Amministrazione;
• La devoluzione del 6% del PIL all’istruzione.
Il 65,47 per cento degli aventi diritto, pari a quasi 33 milioni e 244mila di italiani , si è recato alle urne. Ma, checché ne pensi Mattarella, oltre 19 milioni 419mila ha dato voce al No, il 59,11%, circa 13 milioni 432mila, mentre al Sì è andato solo il 40,89%: lo scarto è stato di quasi sei milioni di voti: questa è l’Italia che va rappresentata! Un’Italia che vuole cambiare l’intero percorso degli ultimi 30 anni, eliminare la parentesi renziana ma anche tutte le leggi e le vergognose politiche che hanno aperto le porte alla precarietà, al massacro delle pensioni, alla distruzione della Scuola Pubblica. Dal preside ‘datore di lavoro’ imposto da Amato e dai sindacati concertativi con il dl 29/1993 (senza il quale non sarebbe stato possibile chiudere il cerchio con la pessima sQuola’, chiamata diretta e ‘bonus’ in primis), dalla legge di ‘parità’ e dalla ‘autonomia’ d’azienda di Luigi Berlinguer, dai tempi della ‘riforma’ Dini, del pacchetto Treu (con i lavoratori in affitto), dal tradimento del referendum sul finanziamento pubblico dei partiti alla situazione odierna, con la prima grande sconfitta del neo-liberismo in questo Paese. Ora o mai più!
Stefano d’Errico (Segretario Nazionale dell’Unicobas)

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