UNICEF. Un bambino su 3 in Italia è povero

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L'UNICEF ha pubblicato un documento sulla situazione dell’infanzia nei paesi ricchi nel biennio 2012/13.
Sono stati analizzati 41 paesi: in 23 la povertà è aumentata dal 2008, in 18 è invece diminuita, in alcuni casi in maniera netta.

Il numero dei bambini che sono diventati più poveri durante la recessione oltrepassa di 2,6 milioni il numero dei bambini che invece non lo sono più,6,6 milioni contro 4 milioni. Circa 76,5 milioni di bambini vivono nella povertà nei 41 paesi più prosperi.

L'UNICEF ha pubblicato un documento sulla situazione dell’infanzia nei paesi ricchi nel biennio 2012/13.
Sono stati analizzati 41 paesi: in 23 la povertà è aumentata dal 2008, in 18 è invece diminuita, in alcuni casi in maniera netta.

Il numero dei bambini che sono diventati più poveri durante la recessione oltrepassa di 2,6 milioni il numero dei bambini che invece non lo sono più,6,6 milioni contro 4 milioni. Circa 76,5 milioni di bambini vivono nella povertà nei 41 paesi più prosperi.

Nell’ Unione Europea 7,5 milioni di giovani non lavorava , non cercava lavoro e non seguiva nessun corso di formazione nel 2013, ossia 1 milione in più che non nelle 2008. Gli Stati Uniti e l’Australia sono i due paesi che hanno conosciuto il più forte aumento della percentuale dei NEET.

Il reddito medio delle famiglie con bambini è diminuito pressappoco nella metà nei paesi per i quali dati sono disponibili. Il numero delle famiglie indicanti che la loro situazione è ”Molto difficile” è  aumentato nella maggioranza dei paesi.

Dopo il 2008, la percentuale delle famiglie con bambini che non hanno i mezzi per comperare carne, pesce e altri tipi di alimenti tutti i giorni è raddoppiata in Estonia, Grecia e in Italia. L’incapacità far fronte alle spese impreviste è aumentata di circa il 60% in media nelle famiglie con bambini nei 12 paesi più colpiti dalla recessione.

Nel 2012, circa 1,6 milioni di bambini  vivevano in una condizione di miseria profonda (11,1 milioni di bambini rispetto a 9,5 milioni nel 2008). Nei 30 paesi europei, più a  lungo questi bambini resteranno intrappolati nell’ingranaggio della povertà, più lungo incontreranno difficoltà maggiori a uscirne.

Nel 2012 rispetto al 2008 la povertà dei bambini è fortemente aumentata. Questo è il caso anche dell’Italia dove la povertà dell’infanzia è aumentata del 5,7%. In questo plotone di coda l’Italia è superata unicamente dal Lussemburgo, dalla Spagna, dalla Lituania, dall’Irlanda, dalla Croazia, dalla Lettonia, dalla Grecia e dall’Islanda.La Spagna, la Grecia e la Lettonia presentano un tasso di povertà dell’infanzia superiore al 36%, negli Stati Uniti è del 32%  e del 30% in Italia.

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