Un’altra tegola sulla testa dei neodirigenti lombardi

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GB – Un altro impasse per i neo presidi della Lombardia e stavolta giunge da una nota del 5 giugno scorso dell’Ispettorato per la Funzione Pubbblica della Presidenza del Consiglio, con la quale si chiedono spiegazioni all’Ufficio scolastico della Lombardia sull’assegnazione delle sedi ai 355 vincitori del concorso 2012.

Le questioni da chiarire sono tre:
 

GB – Un altro impasse per i neo presidi della Lombardia e stavolta giunge da una nota del 5 giugno scorso dell’Ispettorato per la Funzione Pubbblica della Presidenza del Consiglio, con la quale si chiedono spiegazioni all’Ufficio scolastico della Lombardia sull’assegnazione delle sedi ai 355 vincitori del concorso 2012.

Le questioni da chiarire sono tre:
 

  • la discrezionalità dell’URP nell’assegnazione delle sedi in assenza delle condizioni previste dall’articolo 19 del decreto legislativo 165/2001 che regolamenta i rapporti di impiego nelle pubbliche amministrazione
  • la mancata messa a disposizione e assegnazione di tutte le sedi, come previsto dal Contratto dell’area dirigenziale
  • la mancata assegnazione degli obiettivi specifici dei dirigenti, anch’essi previsti dal contratto: la Corte dei Conti si era già espressa su questo punto ritenendo "insuperabile il profilo di illegittimità concernente l’adozione del provvedimento di incarico in difetto della contestuale definizione degli obiettivi specifici".

L’intervento dell’Ispettorato è stato richiesto dalla Dirigentiscuola-Confedir, una delle associazioni di categoria dei presidi, che ha sollecitato l’Ufficio scolastico regionale lombardo a riassegnare le sedi rispettando la normativa vigente, eliminando le irregolarità segnalate, per evitare il rischio che la Corte dei Conti potesse negare il proprio visto ai provvedimenti adottati, cosa che poi si è verificata.

I neo presidi non sono affatto contenti del polverone sollevato dal sindacato, che però si difende:"Dispiace che alcuni non abbiano capito che l’esposto voleva tutelare tutti i neo dirigenti. Pur di uscire da questa triste vicenda a molti interessava solo che il calvario fosse finito, prendendo servizio. Che poi le norme non fossero state rispettate, che alcune sedi non fossero state assegnate,non aveva alcuna importanza", ha detto il segretario della Dirigentiscuola Attilio Fratta.

Ora si aspettano le spiegazioni dell’USR, mentre il 30 giugno, giorno della presa di servizio, si avvicina.

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