Una sanatoria per i diplomati magistrale non è l’alternativa che ci aspettiamo da un Governo M5S – Lega. Lettera

di redazione
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Riccardo Toshen – L’Italia, Paese occidentale, civile, potenza industriale, culla della cultura, eppure “il paese delle banane”. Un Paese dove ogni Legge/regolamento viene interpretato a proprio uso e consumo e a cui viene dato peso diverso a seconda del momento e della persona che pondera la legge stessa.

Gli italiani, lo sappiamo, ritengono che: “fatta la Legge, nasca poi, l’inganno” e su questo molti basano la propria filosofia di vita. Di fatto gli italiani provano gusto ad infrangere le regole: trasgredire/violare/eludere le regole e’ una sorta di bisogno ancestrale.

Dalle piccole cose a quelle piu’ importanti non ci si pone il problema di dover rispettare le leggi e fatto ancora piu’ grave e’ la certezza che prima o poi una “sanatoria”, un “condono”, una “deroga” arrivera’ comunque. Non importa l’argomento, che sia una villetta sul promontorio di un area protetta, le mancate tasse oppure l’assunzione a scuola senza averne titolo (non titolo di studio), la sanatoria arrivera’ sempre!

La nostra è una democrazia e democraticamente tutti i governi hanno concesso e concedono sanatorie: non c’e’ colore, orientamento e posizione in Parlamento che tenga, la sanatoria si concede. Gli elettori, specialmente quando sono tanti e fanno baccano, bisogna coccolarli anche se sono dei furbi.  Assistiamo, cosi’, a moralismi estremi su ogni argomento da parte dei partiti quando sono all’opposizione, che si trasformano poi in azioni di governo (sugli stessi argomenti) dai nomi suggestivi per nascondere vere e proprie sanatorie. Non c’è giurisprudenza che tenga: la sanatoria porta consenso e si deve fare ad ogni costo. Pazienza se c’è gente che presenta il progetto e paga le tasse per costruirsi casa, se c’è chi paga fino allo sfinimento le tasse dovute o se sacrificandosi, ci sono docenti che hanno superato Concorsi per essere assunti a Scuola. Senza snocciolare i riferimenti normativi che obbligano gli aspiranti docenti a sottoporsi a procedure concorsuali per l’accesso al Pubblico impiego fa rabbia vedere la nostra classe politica, inclusa quella della Terza Repubblica farsi beffe di Legge e sentenze per lavorare alacremente all’ennesima sanatoria sui/sulle DM.

Ma l’Italia non è un Paese di diritto? No! L’italia è un Paese in cui “qualcuno” ha piu’ diritti di qualcun altro.  Che sia un problema economico o di inquadramento sociale rimane il fatto che lo Stato non garantisce “tutti” allo stesso modo. Ci sono i fessi che si sacrificano per vincere i concorsi e quelli che “possono” evitare perche’ la sanatoria prima o poi arriverà.
Negli ultimi anni abbiamo visto il governo PD che ha gestito la “questione Scuola” in modo approssimativo e sconnesso e questo ha portato lo stesso a trovare soluzioni posticce concedendo deroghe (quindi sanatorie) che hanno inevitabilmete favorito alcuni e danneggiato altri. Eppure dopo tanti errori, a fine legislatura qualcosa di buono, sulla scorta di quanto fatto nel bene e nel male, stavano facendo e si erano resi conto (sulla pelle dei precari) che le sanatorie non erano la via maestra per risolvere le criticita’ del mondo Scuola.

Gli insegnanti pero’ non perdonano e alle elezioni hanno chiaramente abbandonato il tradizionale Partito di riferimento per rivolgersi ai paladini del rinnovamento.

Ed eccoci qui, il governo del rinnovamento, il primo Governo della Terza Repubblica sta lavorando per risolvere le criticità lasciate da quei cattivoni che li hanno preceduti ed hanno un approccio “nuovo” (come lo chiamiamo?).

Nasce cosi’ “l’idea rivoluzionaria” di rispettare la sentenza della plenaria: tutti fuori dalle GaE!! Chi vuole il posto pubblico deve superare un Concorso!! Finalmente un po’ di giustizia.

Quindi come superare l’impasse?

Semplice! Considerare “tutti” vincitori e per non fare scatenare una sommossa popolare, mettere i fortunati in coda a chi il Concorso lo ha fatto veramente.  Del resto, se “miracolasamente” chi, negli ultimi due Concorsi della Scuola non aveva vinto niente, e’ divenuto “idoneo” solo perché era arrivato all’orale…perché non regalare “l’idonieta’” anche agli altri? Loro sono contenti e lo Stato risparmia qualche milione di euro sul costo di una “vera” selezione concorsuale.

Come detto, la sanatoria arriva sempre!

Al nord ci sono i posti al sud no. Quindi tutti al nord ad “acchiappare” il posto pubblico. Ma non sarà che, 10 minuti dopo aver firmato, questi diventeranno “deportati” come quelli di Renzi? Chissà, magari ci sarà un’altra sanatoria!

Caro governo, sarebbe questo il rinnovamento?

Siete stati votati perche’ rappresentavate un alternativa. Siete un’alternativa?

Speriamo di essere smentiti ma queste prime mosse non depongono a vostro favore. Gli elettori non dimenticano: ricordate come i deportati hanno voltato le spalle al PD, dopo tutto quello che hanno fatto per loro??

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