Una proposta di riforma scolastica: adottiamo il modello universitario. Lettera

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Fondamentalmente adotterei il modello universitario, adattato alle esigenze dei vari gradi di scuola, per cui alla fine dell’anno scolastico ritengo che sarebbe giusto e saggio promuovere o bocciare per ogni singola materia, per vari motivi che vado a spiegare:

ogni docente sarebbe rispettato per il giudizio espresso, la valutazione finale, e sparirebbero gli indecorosi accordi, regalie, compromessi, ripicche, accanimenti, ingiustizie, eccetera, cui assistiamo da sempre alla fine di ogni anno scolastico;
ogni singola disciplina avrebbe il dovuto rispetto, e non esisterebbero quelle di serie A o B, come invece spesso accade;
sparirebbero gli indecorosi esami di riparazione, che da una parte possono avere come esito la bocciatura a causa di una singola materia, a fronte di tutte le altre dove lo studente ha fatto registrare il successo, dall’altra possono avallare il passaggio all’anno successivo, di studenti che palesano gravi lacune, anche pregresse, in una o più discipline;
ogni studente si sentirebbe apprezzato anche se riuscisse ad essere ammesso alla classe successiva in poche materie, e la Scuola svolgerebbe un ruolo essenziale in merito allo sviluppo della personalità, contribuendo a costruire l’autostima nello studente;
questo sistema comporterebbe, in pratica, un percorso personalizzato per ogni singolo studente, che si troverebbe a dover frequentare materie di livello differenziato. Supponiamo che lo studente Pinco Pallino sia stato promosso all’anno successivo in tutte le materie tranne in matematica, dove è stato bocciato, egli dovrà frequentare la classe successiva per tutte le discipline, ad esempio la terza, mentre dovrà frequentare nuovamente le lezioni di matematica del secondo anno.

Durante l’anno scolastico avrà l’opportunità di sostenere un esame di matematica, superato il quale potrà rimettersi “in carreggiata”, altrimenti continuerà a frequentar il corso di matematica del secondo anno, fino alla fine dell’anno scolastico. Invito i colleghi scettici a ricordare che l’Università che hanno frequentato funzionava esattamente così, e provino a pensare se, sostenuti gli esami relativi all’anno accademico in corso, e fallito l’ultimo, fossero stati chiamati a sostenere tutti gli esami già superati.

Ecco, questo è esattamente ciò che accade nelle nostre scuole, ed è un sistema assolutamente privo di logica e irrispettoso degli studenti, che devono frequentare nuovamente tutte le stesse lezioni nelle materie in cui hanno già ottenuto una valutazione positiva, a causa, a volte, di una sola materia dove hanno riportato l’insufficienza. Vi sembra logico? A me no. E come ci sentiamo noi insegnanti, quando dobbiamo rispiegare le stesse cose e valutare nuovamente uno studente che ha già dimostrato di aver appreso ciò che gli abbiamo insegnato l’anno precedente? Io mi sento uno stupido che sta trattando da stupido un povero studente. Ricordiamoci che formiamo gli studenti attraverso la positività, apprezzando ogni piccolo successo, contribuendo a formare quella necessaria autostima che li induce a proseguire fiduciosamente il loro cammino scolastico, ma anche oltre.

Chi è genitore sa che i figli crescono così, e che per contro, se si fa mancare loro il doveroso e continuo incoraggiamento, formiamo dei figli insicuri, demotivati e con scarsa considerazione di se stessi. Per contro attualmente assistiamo a dei veri paradossi, per cui uno studente che palesa una sola grave insufficienza in una materia, benché fondamentale o professionalizzante, può giungere all’ultimo anno di corso assolutamente privo di conoscenze e competenze adeguate, per il semplice fatto che avendo tutte sufficienze piene nelle altre discipline, si valuta di promuoverlo alle classi successive, anche ripetutamente, persino fino a raggiungere l’ultimo anno di corso. Può accadere che ad uno studente di Ragioneria, ad esempio, venga consegnato il Diploma di Ragioniere senza che questi abbia le dovute competenze, e che addirittura abbia gravi lacune in merito;
come conseguenza si formerebbero dei corsi per livelli (1,2,3,4,5), esattamente come all’Università, dove si frequentano, ad esempio INGLESE I, II, III, eccetera, e quindi ci troveremmo ad operare per livelli di competenza, con classi omogenee, dove sicuramente è più semplice insegnare e ottenere risultati idonei e soddisfacenti. Inoltre sarebbe più facile prestare attenzione alle eccellenze;
Il vantaggio fondamentale di questo sistema sarebbe il conseguimento di competenze e conoscenze reali in tutte le discipline, sia alla fine di ogni anno scolastico, sia alla fine del quinquennio.

Prof. Giuseppe Firinu

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