Una proposta di buon senso: congelare mobilità e contratto precari. Lettera

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Inviata da Severino Coladonato – Com’è noto il Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 22, c.d. decreto scuola, da oggi all’esame
delle camere, prevede, tra le altre cose, che si ammettano tutti gli studenti (compresi quelli con debito) al prossimo anno scolastico, rimandando all’inizio di quest’ultimo il recupero degli apprendimenti e la relativa valutazione.

Si stabilisce, in buona sostanza, una sorta di “secondo tempo” dell’anno scolastico in corso da svolgersi all’inizio di quello venturo. Ebbene, a parte il fatto che ciò prevederebbe che al primo di settembre tutti i docenti siano in cattedra (cosa mai accaduta nella storia), logica vorrebbe che il recupero di ciò che non è stato possibile fare quest’anno, la valutazione degli alunni e l’eventuale prosecuzione di quanto già iniziato con la Didattica a distanza, sia compito degli insegnanti in carica ad oggi!

Non si è mai visto, infatti, pensare di giocare il secondo tempo di una partita con un altro allenatore o con giocatori non in rosa. Allora, vista l’eccezionalità degli eventi e di quest’anno scolastico così tormentato, perché non congelare la mobilità, le assegnazioni provvisorie e i contratti precari, permettendo così ai docenti oggi in carica di completare il percorso avviato con i loro studenti? In questo modo verrebbe salvaguardato il
primario diritto di questi ultimi alla continuità didattica e si avrebbero tutti i docenti a scuola il primo settembre, garantendo in tal modo quei recuperi degli apprendimenti stabiliti dal decreto per l’inizio del nuovo anno scolastico. Una proposta di buon senso, verrà accolta?

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