Una prima risposta pratica contro le aggressioni agli insegnanti

di Vittorio Lodolo D'Oria
ipsef

item-thumbnail

Leggere di aggressioni agli insegnanti è divenuto oggi piuttosto usuale e, un anno fa, mi capitò addirittura di essere chiamato da un’insegnante di Bari proprio mentre stavo scorrendo sul quotidiano la notizia della sua aggressione a scuola da parte di un genitore.

La donna era ancora scioccata dall’episodio occorso il giorno prima e voleva sfogarsi, essere confortata e al contempo rassicurata. Si sentiva sola, smarrita, con tutte le caratteristiche sintomatologiche di chi avrebbe sviluppato, di lì a poco, la più classica delle sindromi post traumatiche da stress. Necessitava di un duplice e dispendioso supporto psicologico e legale, sapendo chiaramente che l’istituzione non l’avrebbe sostenuta, né aiutata. Il futuro infine le appariva nero e minaccioso, ma soprattutto detestabile. Quell’episodio fu, per me, la goccia che fece traboccare il vaso perché non si poteva assistere impunemente all’attacco fisico della seconda agenzia educativa per antonomasia e dei suoi principali attori. Dopo una breve ricerca mi resi conto che in Francia risultava esserci una polizza assicurativa a tutela degli insegnanti che era stata sottoscritta dal 70% del corpo docente. Il costo annuale della polizza era accessibile (70 euro) anche per uno stipendio (troppo) basso come quello dei docenti. Decisi di mettermi all’opera per vedere se fosse possibile offrire la stessa opportunità agli insegnanti italiani che avrebbero così potuto proteggersi dalle aggressioni fisiche e dalle frequenti denunce legali.

In occasione di un convegno a Como, nel dicembre 2017, incontrai casualmente un assicuratore cui esposi la mia idea e mi promise che l’avrebbe sottoposta alle compagnie del settore. Fui nuovamente contattato dalla persona che mi riportò l’interesse del settore a studiare i rischi professionali e le coperture possibili.

Il progetto ha richiesto mesi e numerosi incontri perché ha inteso offrire agli insegnanti una nuova copertura rispetto alla più conosciuta polizza di Responsabilità Civile. La “Tutela Legale” infatti non risarcisce il danno arrecato a un terzo, ma rimborsa le spese del legale e del perito di fiducia che l’insegnante eventualmente deciderà di incaricare per la difesa dei suoi interessi.

Il risultato cui si è addivenuti dopo quasi un anno di lavoro è la “Polizza Insegnante Protetto”, appositamente studiata da Europ Assistance Italia, del Gruppo Generali, che si dimostra così sensibile anche alle problematiche del mondo scolastico, oltre agli innumerevoli settori in cui opera.

Tra i dettagli tecnici, che sono ampiamente illustrati sul sito www.insegnanteprotetto.com vanno segnalati:

  • il costo annuale della polizza di 60 euro e la polizza non prevede alcuna franchigia (il premio è inferiore a quello francese pur disponendo di una copertura più completa);
  • il massimale per sinistro pari a 16.000,00 euro e non è previsto alcun limite per il numero di sinistri annui.

Da ultimo è stato fortemente auspicato dal sottoscritto e recepito dalla compagnia un supporto psicologico che fosse disponibile in circostanze delicate, quali sono appunto le aggressioni, gli atti di bullismo e le denunce legali, ma pur sempre rispettoso della privacy dell’insegnante. È quindi possibile richiedere la consulenza psicologica telefonica, anche indipendentemente dall’apertura di un sinistro.

Tutto il lavoro fatto per mettere a punto la prima polizza di Tutela Legale per i docenti vuole solo essere un primo passo per tornare a rendere più sereno l’esercizio dell’insegnamento in attesa che le istituzioni tornino a fare il loro dovere per contenere un intollerabile fenomeno.

www.facebook.com/vittoriolodolo

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione