Una preposizione greca sbarca in Borsa, il Metaverso di Zuckerberg

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È di pochi giorni fa la notizia, data da Mark Zuckerberg, che la società che controlla Facebook ed Instagram e WhatsApp e altri servizi ancora, cambierà il suo nome da “Facebook” a “Meta”: allo scopo – ci vien detto – di sottolineare come ormai la attività del colosso di Zuckerberg non si limita ai semplici „social‟, ma punta all‟ambizioso obiettivo del “metaverso”. Che cosa sia il „metaverso‟ è questione che lasciamo spiegare agli esperti.

A noi diverte constatare l‟ennesima reincarnazione del greco antico, che qui ricompare con la sua preposizione μετά, (pron. *metà*): la quale in greco, fra i suoi vari significati, aveva quello di

„dopo‟, „in seguito a‟. Sennonché avvenne che il titolo di quei testi di Aristotele intitolati alla bell‟e meglio “trattazioni posteriori a quelle sulla natura” (gr. τὰ μετὰ τὰ ϕυσικά) fosse poi erroneamente interpretato come un sostantivo singolare astratto, „la metafisica‟, indicante la «scienza di ciò che trascende le cose naturali»: per cui il prefisso ha acquisito il valore di „oltre‟, „posto ad un livello teorico superiore‟, usato per indicare scienze od oggetti di studio considerati in una prospettiva teorica che trascendesse i confini disciplinari o le mere finalità pratiche (ecco così il metalinguaggio, la metacognizione, la metastoria, ecc.). E siamo arrivati così al „metaverso‟ (apparso in un romanzo di fantascienza del 1992, “Snow Crash”, dello statunitense Neal Stephenson) ad indicare un „universo‟ che va „oltre‟ l‟universo reale, un universo fatto di realtà fisica e insieme realtà virtuale, in cui la percezione umana della prima è potenziata dalla disponibilità onnipresente della seconda. Che sia utopia o incubo lo diranno i posteri, e lo discutono già gli specialisti del settore e, a ruota, opinionisti e commentatori più o meno competenti.

Ma chissà quanti hanno presente che qui Zuckerberg ha usato, a conti fatti, una preposizione greca come nuovo nome per una società da miliardi di dollari; chissà se lo stesso re dei modernissimi social (la cui sorella, Donna, va ricordato, è una studiosa della letteratura greca) conosce la avventurosa e antichissima storia del nome da lui stesso scelto per designare la sua ultramoderna creatura. Battezzata, in un giorno di fine ottobre dell‟anno 2021, con un nome ricavato dall‟inutilissimo e inattualissimo (pensano!) greco antico….

Gianfranco Mosconi

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