Una nuova disciplina per insegnare il buon uso del cellulare? Lettera

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inviata da  Andrea F. Scozzi  – L’enorme evoluzione delle tecnologie lascerebbe pensare che il mondo si sia ingrandito (qui inteso in modo diverso da McLuhan 1) nel senso che ciascuno di noi possa spaziare nell’oceano infinito della rete e conoscere luoghi, persone e situazioni del tutto nuove.

Pia illusione !

Siamo convinti di essere al centro del mondo ed in contatto con tutti coloro che vogliamo; in realtà siamo soli con noi stessi.

Siamo sempre più soli con noi stessi e sempre più in pericolo.

Soli, perché più usiamo la rete più ci chiudiamo nel nostro mondo: sono noti i fenomeni di cronaca di un uso distorto delle tecnologie che ha portato intere famiglie a non avere più relazioni materiali con il prossimo .

Chiediamoci cosa sono i cookie e qual e’ la loro funzione, ci accorgeremmo dell’enorme pericolo cui siamo soggetti.

In uno dei tanti siti istituzionali2 leggiamo che i cookie o altro tipo di identificatori possono essere utilizzati per:
“•Tenere traccia delle preferenze dell’utente mentre utilizza il sito e/o servizi in esso incorporati o ad esso connessi.
•Elaborare analisi statistiche (analytics) circa l’utilizzo del sito e/o dei servizi in esso incorporati “.

Quando visitiamo un sito, ci viene sempre chiesto di accettare i cookie, ciò perché vogliono analizzare e tenere traccia delle nostre scelte/preferenze e rinchiuderci, quindi, sempre più in quelli che sono i nostri gusti, le nostre preferenze, i nostri programmi, i nostri bisogni.

Ma tutto ciò fa parte di noi stessi, siamo noi che abbiamo quei bisogni, quelle preferenze quelle aspirazioni.

Ciò non ci arricchisce, non ci mette in contatto con l’altro, in relazione con…., ci mette, solo, in relazione con noi stessi.

Il meglio che ci possa accadere è che ci facciano sorgere dei bisogni, delle esigenze , delle necessità; ma in tal caso, siamo noi o ciò che gli altri vogliono farci essere ? Quindi, ancor peggio che essere soli con noi stessi

E ci siamo chiesti cosa succede quando scarichiamo e installiamo un’ App sul nostro cellulare ?

Ci chiedono di autorizzare l’accesso a contatti, foto, filmati ed eventualmente di inviarci annunci pubblicitari.

Quali sono le conseguenze ?

Che siamo o potremmo essere continuamente spiati e importunati fino all’inverosimile da parte di Call center alla ricerca di piazzare uno dei tanti prodotti da loro in gestione.

Si dice che esiste il garante della privacy, ma fin dove si estende la sua influenza ?

Bisogna essere fiduciosi o siamo sempre sotto la spada di Damocle ?

Abbiamo riflettuto sul fatto che se noi lasciamo attiva la localizzazione sul cellulare dopo un po’ ci fanno il resoconto dei nostri spostamenti ?

Utile! Potremmo dire . Ma qualcuno sa dove andiamo.

Senza essere apocalittici la mente corre a quelle situazioni fantascientifiche in cui tutto è tenuto sotto controllo e, quindi, con situazioni schiavizzanti.
In conclusione, a fronte della illusoria ricchezza relazionale, vi è un impoverimento spirituale, un rimanere chiusi in se stessi.

Ci illudiamo di poter acquisire nuovi beni materiali, ma vi è un continuo impoverimento spirituale, perché le preferenze di beni sono solo le nostre preferenze, e, poi, il Bene non sta solo nell’acquisizione/accumulazione di beni materiali.

“La felicità eudaimonica 3 non si identifica né coi piaceri del corpo, anche se non è estranea alla corporalità e alla tendenza naturale dei corpi animali a cercare il piacere e a fuggire il dolore, né col possesso di beni materiali, anche se un’estrema indigenza può rendere più difficile il vivere eudaimonico”. 4

E allora ?

a tecnologia non è malvagia di per se stessa, ma è l’uso sconsiderato che ne facciamo che è dannoso.

“La buona disposizione dell’animo si ingenera, negli uomini, dalla misura imposta al godimento e dall’armonia di vita: l’eccesso e il difetto, invece, amano l’instabilità e inducono grandi turbamenti nell’anima”; questo si legge nel frammento 191 di Democrito, antico filosofo greco. 5

È stato proposto a 503 studenti di un liceo di non usare i social per 5 giorni; hanno aderito in 43, ma ci sono riusciti solo in 8. 6

C’è bisogno, allora, di una nuova stagione educativa che confini l’uso della tecnologia nei suoi giusti alvei e non ci renda dipendenti da essa.

È necessario un nuovo galateo che disciplini, ad esempio, l’uso del cellulare, ormai oggetto solo smart “intelligente” (utilizzarlo solo quando serve)

È inimmaginabile che il cellulare ci debba seguire in ogni attimo della nostra vita: a tavola, a letto, nel bagno, in presenza di altri, sempre.

Sconcertante la notizia che in alcuni luoghi sono stati installati i paracolpi sui pali stradali per evitare urti violenti a chi, usando il cellulare ed avendo quindi la testa abbassata, cammina per strada.

Che fare quindi ?
Chi se ne deve occupare ?
Viene facile dire la scuola, ma ……….

La scuola ha si responsabilità nell’avvio di questa nuova stagione e non può esimersi , dopo gli sforzi che ha fatto per introdurre l’uso della tecnologia nella didattica, dal proporre uno stile di vita consono alla condizione umana, senza rinunciare alla modernità.

Ma, non si può introdurre una nuova disciplina e non può essere insegnato il buon uso del cellulare, il progetto va visto nell’ottica formativa globale della costruzione della personalità di ciascuno.

Lo strumento più efficace è l’esempio quale motore di alcune regole da far acquisire nel comportamento, regole che porterebbero a distinguere la persona educata da quella ineducata, la persona civile da quella poco civile, ecc.. e non possiamo e non dobbiamo rassegnarci al fatto che la società sia in declino sul piano delle buone maniere.

Nell’ottica dell’esempio non è esclusa la famiglia; essa deve, oltre che sentirsi rassicurata dal fatto che il proprio figlio/a è rintracciabile attraverso il cellulare, comprendere i pericoli cui gli adolescenti vanno incontro: solitudine, relazioni solo virtuali, impoverimento spirituale ecc.ecc.

Tutte le istituzioni pubbliche e le agenzie educative devo farsi carico del problema adottando un codice di comportamento idoneo a collocare l’uso del cellulare e/o degli strumenti tecnologici nella loro giusta dimensione.
Si dovrebbe giungere ad utilizzare una sorta di netiquette: sulla rete ne esistono alcune, ma sembrano essere ignorate e ciò avvalora maggiormente la necessità di un’azione educativa globale.

Solo a mo di esempio e con il proposito di allargare l’elenco con il contributo di tutti, si indicano alcuni comportamenti che potrebbero essere ritenuti idonei per il corretto uso del cellulare.

Sembrano cose scontate, ma non si applicano.

1. Uso personale del cellulare
• usa il cellulare in orari precisi, salvo urgenze;
• far sapere quando sei reperibile per essere contattato
• non tenerlo sul tavolo durante il pranzo o la cena,
• tenerlo spento durante la notte e nei periodi di riposo

2. In presenza di altre persone e/o nei luoghi pubblici
• tieni il cellulare in modalità vibrazione;
• se devi rispondere ad una chiamata allontanati, perché chi ti è accanto non vuole ascoltare le tue conversazioni
• se devi digitare messaggi non farlo con il suono dei tasti attivo;
• non ascoltare musica ad alto volume, neppure attraverso le cuffie; a chi ti sta accanto può non piacere e infastidire la tua musica;
• non consultare il cellulare se sei in compagnia (salvo urgenze)

Non sottovalutiamo il fenomeno prima che sia troppo tardi !

Sitografia

http://www.ilpiacenza.it/cronaca/la-felicita-non-e-solo-nel-denaro-e-nei-beni-materiali.html

Hype, Intesa, Aruba: i tre big di questa settimana a ForbesLEADER


https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1957940
https://www.corriere.it/tecnologia/provati-per-voi/cards/nuovo-galateo-digitale-mail-social-8-consigli-la-buona-educazione/buona-educazione-chat.shtml
https://www.fastweb.it/smartphone-e-gadget/la-netiquette-di-whatsapp/

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