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“Una magica domenica a casa Pascoli”, un’inedita prospettiva del poeta da consigliare anche agli studenti

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Ho sempre pensato che i libri chiamano, per via del titolo o della copertina. Somigliano a noi, bipedi onnivori, quando ci si incontra per la prima volta: i visi si mischiano nel silenzio interrotto dal nome detto e udito per la prima volta.

Ero giunto in cassa, libro da recensire già sotto il braccio e l’occhio mi è caduto su questo scritto snello. Credo sia stato il mio amore per il Poeta, la mia innata curiosità, fatto sta che ho lasciato il testo scelto a vantaggio di questo.

Cosa ci ho trovato dentro? Un romanzo documentato, corredato da note, una scrittura limpida e scorrevole e una trama che mi ha piacevolmente sorpreso.

L’autrice è una docente di italiano, pertanto l’insidia avrebbe potuto essere la mera celebrazione, l’estasi al cospetto di un gigante del Novecento. Invece.

Invece la trama si dipana icasticamente, il linguaggio è calibrato sul Nostro e sul suo giovane interlocutore e mai tracima nella vieta retorica.

Per certo questo romanzo è stato scritto col cuore, un cuore sorvegliato da una ricerca meticolosa compiuta sull’opera pascoliana.

Si racconta di un incontro avvenuto in una domenica d’estate del 1896 tra il maturo poeta e un ragazzino impertinente: le voci, pur nella loro diversità, si intrecciano dando origine a un dialogo fitto che pare, in certi tratti, costituire sottofondo musicale alla campagna nella quale è ambientato. Il poeta racconta di sé, il ragazzino ascolta e chiosa le amare riflessioni del Nostro con un candore che innesca creativi spaesamenti che conducono il lettore per mano verso un imprevedibile epilogo.

Perciò ho avuto modo di considerare la vicenda umana e poetica dell’autore di Myricae dentro un’inedita prospettiva. Mi è parso di sbirciare la sua vita mentre cerca lo sbroglio tra gli affetti più cari, mi è sembrato di percepire la sua profonda inquietudine che le parole in rima hanno saputo in parte lenire.

Le parole sono magiche, i loro suoni si appiccicano agli oggetti che designano, ma a un certo punto si alzano e se ne vanno via, per fare posto ad altre parole e ad altri oggetti ed è proprio quando si smaterializzano che diventano eterne”

Mi sia consentita una piccola provocazione: se le vite degli autori antologizzati fossero raccontate “in tal guisa”, di sicuro la lettura del manuale farebbe digrignare molto meno i denti ai nostri ragazzi.

Autrice. Monica Testi
Editore. Laura Capone editore

I testi recensiti sono stati offerti dalla Libreria Cortina di Milano

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