Una graduatoria nazionale per risolvere il problema del precariato

di Lalla
ipsef

red – Pubblichiamo la lettera inviataci dalla sig.ra Carmela Andaloro e indirizzata al ministro Gelmini, in cui si propone come antidoto al precariato un’unica graduatoria nazionale, il blocco della mobilità per i nuovi immessi in ruolo per 5 anni e l’eliminazione dele assegnazioni provvisorie. Un’idea in controtendenza rispetto alle proposte politiche attualmente in auge che invece vogliono una regionalizzazione delle graduatorie, alle quali si propone l’ammissione con certificato di residenza. L’idea della graduatoria nazionale è già stata avviata da qualche anno dal Gruppo Professione Insegnante di Libero Tassella.

red – Pubblichiamo la lettera inviataci dalla sig.ra Carmela Andaloro e indirizzata al ministro Gelmini, in cui si propone come antidoto al precariato un’unica graduatoria nazionale, il blocco della mobilità per i nuovi immessi in ruolo per 5 anni e l’eliminazione dele assegnazioni provvisorie. Un’idea in controtendenza rispetto alle proposte politiche attualmente in auge che invece vogliono una regionalizzazione delle graduatorie, alle quali si propone l’ammissione con certificato di residenza. L’idea della graduatoria nazionale è già stata avviata da qualche anno dal Gruppo Professione Insegnante di Libero Tassella.

"On.le Ministro dell’Istruzione
Dott.ssa Sig.ra Mariastella Gelmini
Roma

Sono una donna di 59 anni, mi chiamo Carmela Andaloro, e sono dipendente del MIUR, ufficio scolastico provinciale di Messina, da 32 anni; sono moglie di un Dirigente scolastico e madre di un giovane docente di 34 anni, precario della scuola da 11 anni, sposato con due figli: perciò la situazione della scuola la vedo a 360 gradi.
Le vorrei proporre una soluzione per togliere al più presto il precariato di questi giovani (tanti non sono più giovani…),

La mia proposta è questa:
1.Fare un’unica graduatoria nazionale, dando così la stessa possibilità a tutti di poter concorrere ai posti di ruolo che ci sono in tutta Italia;
2.Bloccare i trasferimenti per i nuovi immessi in ruolo per 5 anni ed eliminare le assegnazioni provvisorie.

Ritengo che solo così facendo si può eliminare il precariato. Con l’ultima graduatoria non si è fatto altro che creare più caos, sia per noi impiegati che abbiamo lavorato per le graduatorie, sia per i precari, per i quali è stato “un terno al lotto” indovinare le sedi libere: con la conseguenza che ci sono regioni, la maggior parte nel Meridione, dove tante persone non sono riuscite a lavorare pur avendo i titoli necessari, e regioni dove lavorano senza titoli specifici. Di più i precari che sono riusciti ad individuare la città giusta, hanno dovuto lasciare la famiglia per poter lavorare solo per un anno scolastico, con conseguenze disastrose per l’equilibrio familiare! Se dovesse rimanere la situazione attuale mi sembra molto difficile annullare in breve tempo il precariato, come sostiene Lei, signor Ministro.

E’ una mamma che, a nome di migliaia di mamme e di famiglie, scrive a Lei che ha avuto l’opportunità di occupare un posto importante, mentre migliaia di giovani che hanno la sua stessa età, pur essendo persone brillanti come Lei, si ritrovano a non poter programmare un futuro perché ancora precari.

Mio figlio insegnante è fortunato, perché ha dei genitori che con grandi sacrifici aiutano lui ed altri tre figli a portare avanti le loro famiglie; ma non tutti sono nelle stesse condizioni: sapesse quante situazioni gravi ho conosciuto da impiegata in questi ultimi mesi e quante difficoltà ha dovuto affrontare mio marito, da dirigente scolastico, per portare avanti la sua scuola.

Sono una donna molto credente e spero che il Signore tramite Lei sistemerà questa situazione: per questo Le ho scritto:
La ringrazio anticipatamente per quello che farà."

La proposta del Gruppo Professione Insegnante: Dal pettine provinciale bisogna passare a quello nazionale

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