Una docente “I precari storici della scuola credono alle promesse di Renzi” Lettera

di redazione
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In merito alle generiche dichiarazioni rilasciate, in varie occasioni, dalla ministra dell’Istruzione Giannini sul tema immissioni in ruolo da graduatorie ad esaurimento, mi sembra opportuno sottolineare che la filosofia del vecchio adagio che recita: ” campa cavallo che l’erba cresce”, non è idonea a placare gli animi esacerbati dei docenti rimasti in Gae, loro malgrado, sia pure con punteggi altissimi e lunga esperienza sul campo.

I precari storici, e mi riferisco soprattutto a quelli che abbiano maturato molti anni di servizio nella scuola e non solo i fatidici 36 mesi, che, peraltro, cosa inaudita, in un futuro prossimo, potrebbero creare agli interessati seri problemi, chiedono, a gran voce, che venga loro restituito, quanto prima, il maltolto.

I docenti in Gae devono essere stabilizzati su posti comuni, di sostegno o potenziamento e risarciti dei danni morali e materiali causati loro da una legge tanto ingegnosa quanto fragile, e da provvedimenti cosi sottili che non durano più di un mese. Arcano è tutto, fuorché il torto subito da chi ha rispettato una legge dello Stato, rivelatasi, ahimè, ingannevole e insidiosa!  Quanto sarebbe stato meglio fare i furbetti all’ italiana!

La parola d’ ordine “todos caballeros”, che ha caratterizzato il piano straordinario di assunzione 20015/16, appartiene ormai ad un passato lontano. Oggi, la ministra Giannini è diventata addirittura allergica al sintagma “stabilizzazione precari” dei quali non si cura di soddisfare le giuste rivendicazioni. Il sottosegretario Faraone poi ha gli incubi al solo pensiero!

A quanti attendono il sospirato e meritato ruolo da lungo tempo, non resta che credere alle promesse del Presidente Renzi,  che sembra voglia tendere una mano per sanare una situazione aberrante e una palese ingiustizia, e augurarsi che si impegni seriamente affinché, nella distribuzione delle venticinquemila cattedre, una quota molto rilevante venga destinata ai “residuali” GAE.

Dopo questo sfogo, mi sia consentito di spezzare una lancia a favore  dell’ organico di potenziamento, che rappresenta una  nota positiva della L.107 e se i potenziatori, a volte, lamentano di non trovare una collocazione soddisfacente nel contesto scolastico,  la responsabilità va imputata  solo ed esclusivamente ai D.S. che, evidentemente, non sanno aprirsi alle novità né tantomeno sfruttare le opportunità che questa figura offre al fine di migliorare ed ampliare l’ offerta formativa di una scuola che deve stare al passo con una società in continua evoluzione. Basta, quindi, con le lamentele continue, gratuite e stucchevoli!

Infine, per quel che concerne il caos, che ha caratterizzato l’inizio del nuovo anno scolastico, è chiaro che un contributo ad alimentarlo è stato dato proprio dai sindacati, particolarmente  quelli giovani, che, non rispettando  le priorità, sobillano, bombardano, illudono migliaia di supplenti spingendoli a fare ricorsi, dietro compenso, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. E’ forse questo il ruolo del sindacato o, piuttosto, quello di tutelare e difendere tutti i lavoratori? Dall’ altra parte i sindacati confederali se ne stanno confinati all’angolo ad attendere il corso degli eventi e pare facciano fatica ad individuare  i veri problemi della scuola che andrebbero affrontati e risolti con tempestività ed equità. O tempora, o mores!

Rita Candido

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