Una buona selezione concorsuale deve dare importanza a titoli ed esperienza. Lettera

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Inviata da Andrea Chiappetti – Sono un ragazzo trentenne e per “vocazione” ho intrapreso questa strada ormai da tre anni; ci tengo a precisare che appena laureato (marzo 2014) i sindacati mi avevano sconsigliato vivamente il percorso scolastico perché privo di serene opportunità.

Pertanto alla prima laurea in Giurisprudenza LMG01 ho fatto seguito con una seconda laurea in Finanza LM16 e contemporaneamente ho iniziato a maturare una sana esperienza professionale all’interno di una grande multinazionale petrolifera ma non c’era nulla da fare perché in me riecheggiava ripetutamente una domanda: “Cosa ne faccio del denaro se non pratico il lavoro desiderato?”.

Ecco allora le dimissioni da quel benedetto posto di lavoro indeterminato (alcuni penseranno che sputo nel piatto dove mangio!!) perché devo/dovrò soddisfare il mio desiderio: INSEGNARE E FIRMARE UN “MISERO” CONTRATTO INDETERMINATO ma non tanto per me, singola persona, bensì per la necessità di formare una famiglia nonché richiedere un mutuo in banca per l’acquisto di una nuova dimora (sappiamo tutti che senza contratto indeterminato non si può fare nulla e tutto si collega al problema nazionale del basso tasso di natalità ecc…).

Amo il mio lavoro e odio chi non riconosce la capacità e competenza del proprio dipendente. Odio il classico datore di lavoro italiano che vuole, pretende ma non dà!!

Tutto questo per dirvi che molti ragazzi/e come me, oggi più che mai, dedicano molto tempo (il triplo di quello previsto da contratto!!) per garantire una didattica a distanza lineare e proficua a tutti quei ragazzi che dinanzi al periodo delicato di coronavirus necessitano della Nostra presenza. Tutto ciò richiede anche competenze in campo informatico, quelle competenze ad oggi non previste in ambito contrattuale ma con dedizione poste in essere da tutti coloro che le hanno maturate (magari grazie alle esperienze del passato!!) …il tutto per il bene della comunità.

Illustrissimi Signori del Governo, sapete una cosa? Se oggi le famiglie non si lamentano e/o comunque molte di loro ricevono supporto emotivo, affettivo e didattico è grazie alla volontà del docente, grazie alla vera passione profusa in questo lavoro soprattutto da precari, giovani “matricole” che possiedono forza vulcanica e multitasking permettono lo svolgimento della didattica a 360° .

Del resto il corretto utilizzo del “Fare scuola” non è soltanto impartire nozioni mnemoniche, dettare o ricopiare testi come amanuensi bensì trasmettere quel senso emotivo, affettivo, sociale e culturale utile per l’armonia della collettività, utile per debellare la crescita di “nuove leve” dedite alla criminalità. Per raggiungere questo obiettivo la SCUOLA necessita inevitabilmente di giovani PRECARI DOCENTI che in modo “amichevole” e meno dittatoriale riescono a fare didattica con la “D” maiuscola…

Caro Governo, Cara Ministra Azzolina, chiedo CUORE su ciò che state facendo. Sii, il CUORE perché tutti i lavori fatti bene necessitano di passione, anima, cuore, “sangue” … Dunque non abbandonatemi un’altra volta.

Non allontanate dalla Scuola altri ragazzi nonché DOCENTI che ormai hanno maturato alcuni anni di esperienza dietro alla cattedra.

Riguardate bene le vostre decisione prima di darne voce perché potrebbero pregiudicare la “vita” di molte persone e famiglie. Ritengo che tutti questi falsi concorsi non portano al bene del ragazzo/alunno perché non sempre il vincitore del concorso ha già maturato esperienza e soprattutto attenzione perché molto spesso la scuola risulta essere il “RIFUGIO” di liberi professionisti che varcano la porta dell’Istituto Scolastico soltanto per portare a casa il famigerato stipendio.

Pertanto una buona selezione concorsuale dovrà dare importanza ai titoli di studio e all’esperienza pregressa privata/pubblica… il tutto concluso con prove psicoattitudinali scongiurando dal ruolo molti docenti/maestri che per motivi familiari o personali sono vittime dell’ormai noto “disturbo mentale”.

D’altronde i migliori dipendenti di qualsiasi multinazionale passano sempre attraverso gli step del ITAPI-G ovvero famosi test psicoattitudinali che indagano su tratti comportamentali e caratteriali, nonché estrapolano le soft skills (introversione, empatia, difensività, dinamicità, immaginazione, coscienziosità, vulnerabilità) del singolo individuo.

Quanto indicato poc’anzi permetterebbe di eliminare la produzione di “ridicole” prove a risposta multipla, vero o falso o prove futili di questo “calibro”.

Allora Cara Ministra Azzolina, l’augurio che tutto il mondo politico riesca a capire la reale dinamica per una buona selezione evitando di perdere ancora una volta forza giovane e volenterosa di accrescere il bene della “Comunità del domani”. Evitare, dunque, di portare all’esasperazione qualsiasi docente precario ma utilizzarlo da subito come valida risorsa.

Con la speranza che queste parole giungano alla Sua attenzione, porgo Cordiali Saluti.

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