Un virus diffuso a scuola chiamato supplentite. Lettera

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Inviato da Mario Bocola – Nella storia dell’Italia repubblicana, il Ministero dell’Istruzione non è stato mai tenuto nella dovuta considerazione, ma considerato sempre un dicastero di secondo piano, un carrozzone dove effettuare tagli alla spesa pubblica e basta.

Tutti i ministri che si sono avvicendati a Viale Trastevere non hanno mai risolto a fondo i gravi e annosi problemi della scuola italiana. Anzi col passare del tempo le problematiche si sono ulteriormente aggravate, ma non hanno trovato una definitiva soluzione.

Il corrente anno scolastico si è aperto con una vera e propria pandemia da “supplentite”, infatti sono moltissime le cattedre vacanti che dovranno essere coperte da docenti con contratto a tempo determinato. È da diversi anni che si parla di eliminazione del precariato e dell’avvicendamento degli insegnanti sulle cattedre per garantire la continuità didattica, ma questo viene continuamente, ripetutamente e costantemente disatteso dal MIUR. E, quindi, gli studenti si troveranno ancora una volta a dover fare i conti con una girandola di docenti che si alterneranno sulla stessa cattedra: tutto questo ovviamente in barba alla continuità didattica.

Siamo convinti che in questo Paese i problemi non si vogliono affrontare e risolverli a muso duro e in maniera definitiva, ma si cerca sempre di aggirare l’ostacolo e di mettere soltanto delle “pezze”. Tuttavia il metodo delle “pezze” acuisce ancor di più i problemi della scuola italiana, continuando a considerarla sempre la “cenerentola” della Pubblica Amministrazione.

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