Uno studente under 18 su 4 ha sintomi ansiosi e depressivi. Lo psicologo Lazzari: “Numeri mai visti, vedremo strascichi a lungo”

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“Segni di irrequietezza, chiusura, sintomi di tristezza, noia, scoppi d’ira, difficoltà di concentrazione, fino ad arrivare a sintomi ansiosi e depressivi”. È questa la fotografia emotiva dei bambini e degli adolescenti italiani, scattata dopo 2 anni di pandemia Covid dal presidente del Consiglio nazionale Ordine degli psicologi (Cnop), David Lazzari.

“Noi abbiamo fatto diverse indagini per conto del ministero dell’Istruzione sugli under 18 nel corso degli ultimi 2 anni e da queste indagini – sottolinea Lazzari all’Adnkronos Salute – è emerso che anche i bambini più piccoli hanno risentito molto negativamente dell’isolamento dovuto alla chiusura delle scuole”.

E nello stesso periodo “diverse indagini internazionali ci dicono che un quarto dei bambini ha sviluppato sintomi ansiosi depressivi: dati mai registrati prima per dimensione in questa fasce di età”, evidenzia l’esperto.

“Già prima della pandemia – ricorda lo psicologo – venivamo da un trend degli ultimi 10-15 anni in cui c’era un allarme sul fatto che gli under 18 presentavano problematiche di disagio piuttosto evidenti. Un quadro che è stato aggravato e amplificato dalla pandemia, tant’è che un’indagine di questi giorni della Regione Emilia Romagna su 20mila minori dice che una delle principali richieste di questi ragazzi è di avere un aiuto di tipo psicologico e questo la dice lunga”, rimarca il presidente Cnop.

“Il rientro a scuola sicuramente è stato un fatto positivo, ma lo strascico di questa condizione – avverte Lazzari – noi la vedremo per diverso tempo”.

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