Un progetto per studenti con disabilità, giocare con le opere di Arcimboldo

di Alessandra Poggi

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L’attività che presento oggi è stata organizzata per un gruppo di 6 allievi diversamente abili che frequentano la terza superiore di un Istituto Commerciale.

Poiché si tratta di allievi che già conoscono l’interazione basata sull’osservazione artistica ho avuto la possibilità di suddividerli in due gruppi che hanno lavorato su dipinti diversi dello stesso autore: “Rodolfo II d’Asburgo Vertumno” e “La primavera”.

Al termine dell’attività i disegni e le tavole riassuntive elaborate dai due gruppi sono stati condivisi per organizzare il materiale destinato a essere raccolto in un ebook “La scuola al tempo del coronavirus” che stiamo realizzando come documento comune che ci aiuterà a fare tesoro delle nostre riflessioni e a ricordare la difficile esperienza che stiamo vivendo ora.

Come autore ho deciso di mettere al centro del nostro lavoro Arcimboldo, magnifico artista milanese che ha saputo ricreare con la fantasia la realtà non ponendo limiti alla propria creatività.

Infatti alcune delle sue tele più famose ci mostrano il volto dell’Imperatore Rodolfo II d’Asburgo o delle Stagioni composto da oggetti inanimati (ortaggi, frutta e libri) che in modo quasi magico rappresentano sé stessi ma anche una forma unitaria: zucche, pomodori, rapanelli e fiori per suggerire il volto di un imperatore; gigli, rose e cavoli per rappresentare la primavera.

E’ l’immaginazione al potere, senza limiti, senza confini con una unica regola: esprimere il contenuto che liberamente abbiamo scelto, superando i limiti che il mondo ci impone.

Ecco le due opere che presento per il gruppo A e il gruppo B con la relativa bozza in bianco e nero che possiamo utilizzare per colorarla a seconda della nostra creatività.

Chi invece si sentisse in grado, può creare un’opera completamente originale non utilizzando il disegno-traccia in bianco e nero, ma seguendo solo l’ispirazione che Arcimboldo gli ha trasmesso.

Le opere di Arcimboldo ci hanno fatto scoprire un mondo di fantasia senza limiti ma ci hanno anche fatto sperimentare il senso del grottesco: osservandole all’inizio ci sentiamo divertiti e interessati perché cerchiamo di scoprire cosa rappresentano, dove sono i nostri errori e come mai vediamo le strane immagini che si presentano ai nostri occhi. Però poi pensiamo che ci sia qualcosa di sbagliato in quello che vediamo. La nostra sensazione sembra tradirci: cosa stiamo vedendo? Un gioco? Una follia? Un errore?

Oppure esiste un significato più profondo nascosto all’interno delle strane immagini che pur nella loro follia ci attraggono?

Intesa in questo modo la “fantasia” diventa una risorsa fondamentale per potenziare la nostra “resilienza”, intesa come la capacità di fare fronte in maniera positiva agli eventi traumatici – come la quarantena che il coronavirus ci sta imponendo – e di ricostruire in modo positivo la nostra vita dopo avere affrontato le difficolta’ che si sono palesate.

Proprio per riflettere insieme su quanto l’osservazione delle opere di Arcimboldo ci ha stimolato, vi propongo la nostra solita TAVOLA che oggi dedichiamo alla FANTASIA in cui vi chiedo di scrivere almeno una situazione reale che state vivendo in questi giorni che potreste immaginare di cambiare usando la vostra fantasia.

E’ interessante sapere che nel 2015 Milano ha reso un omaggio particolare ad Arcimboldo scegliendo la sua opera “L’ortolano” come mascotte dell’Expo (Foody).

L’opera è “reversibile” cioè può essere osservata da due lati diversi ottenendo effetti contrari: infatti una ciotola di verdura si trasforma nell’immagine di un ortolano.

Eccoci alla scoperta di questa opera particolarissima che – se di vostro interesse – potremo approfondire in futuro:

L’ORTOLANO – opera “reversibile”

Infine vi lascio qualche breve notizia storica su Arcimboldo.

Giuseppe Arcimboldo è nato a Milano nel 1526 ed è morto nella sua città nel 1593.

Incominciò l’attività di pittore nella bottega del padre Biagio poi andò a Vienna presso la corte del Principe Massimiliano II d’Asburgo – che dopo due anni divenne imperatore – come pittore, costumista, scenografo teatrale e architetto.

A Vienna realizzò due dei suoi cicli più celebri: “Le Stagioni” e “I quattro elementi della cosmologia aristotelica (aria, fuoco, terra e acqua)”.

Nel 1591 a Praga realizzò una delle sue opere più famose: “Rodolfo II come Vertumno”, il dio latino delle metamorfosi.

Il ritratto del sovrano è scherzoso e geniale perché l’artista ha voluto sottolineare il carattere eccentrico e mutevole dell’imperatore utilizzando oggetti diversi per creare la sua immagine: fiori, frutti e ortaggi.

Poi ottenne dal sovrano l’autorizzazione a tornare nella sua amata Milano dove morì.

Le opere di Arcimboldo dopo la sua morte vennero dimenticate perché non rispondevano ai canoni di nessuna scuola.

Solo nel Novecento, cioè dopo alcuni secoli, questo Autore venne finalmente riscoperto dai maestri del Surrealismo – in particolare da Salvator Dalì – che ritrovarono in lui una grande fonte di ispirazione perché Arcimboldo era stato maestro nell’arte di giocare con l’immagine e nel sapere ingannare le certezze dell’osservatore.

 

Fonti: disegnidacoloraregratis.it e Paint the world. Supercoloring.com

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