“Un prof ha umiliato mio nipote” e il nonno scrive a Renzi e Giannini

di redazione
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Il nonno di uno studente di prima superiore in provincia di Rimini ha deciso di scrivere al preside dell’istituto, ai carabinieri della locale stazione, oltre che al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e al Dipartimento cure primarie servizio tutela minori dell’Ausl.

La lettera è per far luce su un episodio, che riguarda il nipote, il quale sarebbe stato umiliato da un docente. La vicenda è raccontata dal quotidiano “Il Resto del Carlino”.

Tutto sarebbe partito da diverbio con il professore durante l’orario di lezione. “Una volta tornato al mio posto – questa la confessione fatta al nonno dal ragazzo, così come viene riportata nella lettera – il docente mi ha ordinato di alzarmi in piedi e, di fronte a tutti i miei compagni di classe, di pronunciare la seguente frase: ‘Io sono un ignorante’. La volontà era chiaramente quella di umiliarmi. Io gli ho risposto: ‘Sono intelligentissimo’”.

Poi inizia la protesta del nonno. “Di fronte a questo atteggiamento da parte del docente, provo un forte senso di vergogna – si legge nella lettera –. E’ forse questa la nostra ‘Buona Scuola’? Mi rivolgo alle istituzioni affinché il giovane venga tutelato nel modo più opportuno. Chiedo che l’insegnante in questione porga le sue scuse al ragazzo, pubblicamente davanti a tutta la classe e in presenza dei genitori e del dirigente scolastico. Inoltre, che simili episodi non si ripetano più”.

“Mio nipote – aggiunge il nonno – è un ragazzo vivace ed esuberante, ma anche educato e rispettoso. A suo dire, il docente lo avrebbe rimproverato e poi cercato di punire per aver indossato in classe un cappellino. Da quel che ho capito, il ragazzo ha tenuto in testa il cappellino solo per pochi secondi, il tempo di liberare l’appendiabiti e di spostare la sua cartellina di educazione tecnica. Forse ha sbagliato, ma ciò non toglie che la reazione dell’insegnante, se così si sono svolti i fatti, sia stata esagerata”.

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