Un processo operativo per insegnare agli studenti la resilienza

di Giulia Boffa
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Da qualche anno si nota un aumento di stress, ansia e depressione negli studenti delle scuole superiori.

Le cause sono varie e sono dovute in parte all’intensa pressione delle aspettative sia dei genitori che dei social media. Il filo comune, indipendentemente dalla causa, è l’incapacità degli studenti a far fronte ai fattori di stress.

Michele Lew, in un suo articolo, spiega come insegna agli studenti ad affrontare lo stress, partendo dall’autocoscienza.

Per prima cosa insegna agli studenti a identificare i loro fattori di stress. È importante che gli studenti imparino a identificare come si sentono e perché si sentono in quel modo. Ogni studente identifica le cose che li rendono stressati, sconvolti e tristi, elencandoli su foglio di lavoro.

In seguito, gli studenti condividono verbalmente i fattori di stress, in questo modo si costruisce una comunità dove si sentono sicuri e ascoltati. Spesso anche il docente partecipa alla condivisione.

In un altro passaggio, si chiede agli studenti di scrivere la loro reazione istintiva e iniziale a ciascun fattore di stress senza fermarsi a pensare se è una reazione buona o cattiva, o se infrange una sorta di regola della scuola o della società. Anche in questo caso, devono riportare su un foglio di lavoro.

L’onestà totale è necessaria durante questo passaggio affinché ogni studente inizi a sviluppare la consapevolezza di sé.

Gli studenti usano quindi un terzo foglio di lavoro per valutare le loro reazioni su una scala Likert, dove 1 = peggiore reazione e 5 = miglior reazione. Poi ne discutono con il docente.

Ogni studente condivide uno dei suoi voti Likert con i compagni, insieme a una spiegazione per il loro voto. L’uso della scala Likert insegna agli studenti a guardare e valutare obiettivamente le loro azioni.

Nella fase successiva il docente introduce l’idea di come affrontare e minimizzare lo stress o il conflitto in modo positivo e costruttivo. Una volta che gli studenti identificano i loro sentimenti e fattori di stress, è importante che imparino a canalizzare le loro emozioni.

Gli studenti quindi compilano una lista di cinque strategie che potrebbero funzionare per loro e viene preparato  un cartellone da appendere in classe.

Gli studenti riflettono sulla prima reazione avuta e usano il foglio di lavoro finale per sostituirla con un’abilità di reazione più positiva. Questo passaggio è molto potente perché mostra agli studenti come farsi carico delle loro reazioni invece di essere controllati dalle situazioni e dalle loro emozioni. Hanno il potere di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e di esercitare le capacità di autoregolamentazione invece di incolpare fattori esterni. Gli studenti discutono sul perché questo nuovo modo di affrontare sia più utile della loro vecchia risposta e su come potrebbe cambiare l’esito di una situazione.

Nell’ultima fase c’è l’applicazione pratica e il mantenimento delle capacità di reazione. In ogni lezione la classe trascorre 5 minuti a condividere come hanno usato le loro capacità di reazione in situazioni di vita reale. Possono chiedere feedback e consigli ai compagni o fornire suggerimenti, rafforzando così anche l’idea di comunità.

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