Un problema che unisce Francia e Italia: gli alunni non sanno cosa sono le frazioni o i numeri decimali. L’allarme nello studio della matematica alle medie

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In un mondo sempre più guidato dai dati, la competenza matematica è cruciale. Tuttavia, recenti rivelazioni dalla Francia segnalano una crisi educativa che va oltre i confini nazionali.

Le recenti indagini del Consiglio Scientifico dell’Educazione Nazionale francese rivelano una preoccupante incomprensione delle frazioni e dei numeri decimali tra gli studenti appena entrati nella scuola media. Un campanello d’allarme che merita una riflessione profonda sia in Francia che in Italia.

Il quotidiano francese Le Figaro ha recentemente evidenziato una lacuna significativa nella comprensione matematica degli studenti francesi. Alcuni studenti non riescono a rispondere correttamente a domande basilari come “quanti quarti d’ora ci sono in tre quarti d’ora?”. Questo deficit non riguarda solo gli studenti provenienti da contesti socio-culturali svantaggiati, ma è trasversalmente diffuso in tutti gli strati sociali. Questo scenario è corroborato da test che mostrano che solo il 22% degli studenti riesce a posizionare correttamente la frazione ½ su una linea graduata da 0 a 5.

Questi dati sono confermati anche da rilevazioni internazionali come TIMSS, che relegano gli studenti francesi nelle ultime posizioni per quanto riguarda le competenze matematiche. Questa crisi non è isolata ma rispecchia una tendenza europea, con l’Italia anch’essa in coda in termini di competenza matematica. È evidente che l’incomprensione delle frazioni e dei numeri decimali può avere ripercussioni gravi sul successo accademico futuro degli studenti.

Il Consiglio Scientifico francese propone l’introduzione progressiva e intuitiva dei concetti matematici fin dalla scuola primaria. L’adozione di un approccio più concreto e visuale potrebbe essere una soluzione efficace. Questo metodo introduce le frazioni semplici già dal primo anno di scuola primaria, facilitando una comprensione profonda e duratura.

L’Italia, con una situazione simile, potrebbe trarre spunto dalle iniziative francesi per rivisitare il suo curriculum matematico. L’accento dovrebbe essere posto sull’incoraggiare una comprensione solida e intuitiva della matematica fin dalla tenera età, preparando così gli studenti a navigare in un mondo sempre più quantitativo.

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