Un padre a Conte: dia la possibilità di rientrare a studenti fuori sede. Lettera


item-thumbnail

Inviata da Rocco Vitale – Onorevole Presidente Giuseppe Conte, sono padre di due studenti universitari entrambi fuori sede (Siena – Torino) con residenza ad Amendolara – CS.

Entrambi soggiornano nelle rispettive dimore presso le loro sedi universitarie per motivi di studio e, come tanti altri, nel rispetto totale delle direttive del governo hanno deciso di essere virtuosi, restando a casa nel proprio domicilio.

Tutti rispettosi delle regole, a differenza dei furbetti di turno che con il loro rientro, sfuggiti ai controlli, hanno contribuito all’espandersi dell’epidemia.

Nonostante i nostri studenti sono il futuro della Nazione, nessun Decreto del PCM ha menzionato e regolamentato la loro situazione permettendogli, con le rispettive precauzioni e sicurezze, la possibilità di rientro nella loro residenza per ricongiungersi alle famiglie.

Benché rispettosi delle regole, li abbiamo chiusi all’interno del loro soggiorno universitario, lasciandoli soli spiritualmente, psicologicamente, fisicamente e anche economicamente perché lontani dalle proprie famiglie. In questa situazione di isolamento umano, blindati nelle proprie case
con la paura di uscire, mi chiedo: se uno di loro avesse bisogno, chi potrebbe offrirgli un aiuto?

Ciò premesso chiedo che il Governo regolamenti con chiarezza, equità e senza distinzione alcuna, anche le loro sorti.

Così come non esiste l’Italia, la Spagna, la Germania, ma esiste l’EUROPA, non esiste neanche la Calabria, la Lombardia, il Molise, ma esiste l’ITALIA. E tutti insieme ne verremo fuori.

Almeno questo è il disegno del Presidente del Consiglio dei ministri e l’obiettivo di tutti noi.

Con affetto e ammirazione

Versione stampabile
soloformazione