Un nuovo anno. Certezze, promesse e una costante: la paura. Lettera

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Inviato da Sofia Andreoni – Oggi è il 5 luglio. L’anno scolastico è da poco concluso e con esso è giunta al termine un’esperienza decisamente estenuante per gli insegnanti. Nel mio caso, ancora non è del tutto smaltita la sensazione di confusione e fatica che ha pervaso tutti gli aspetti della mia esistenza e che ha travolto molti di noi nel corso degli ultimi nove mesi.

Ebbene, ecco che si pensa al prossimo anno e da qualche giorno si rincorrono nuovamente voci, pareri, opinioni e, oserei dire, profezie tutte di segno negativo sull’andamento di questo prossimo anno. Inevitabilmente, anche l’ansia e l’angoscia rispetto alla riapertura delle scuole crescono nelle persone coinvolte a vario titolo.

Mi si permetta una breve considerazione sulle questioni che possono davvero creare problemi alla ripresa delle attività, su ciò che davvero si vede.
Un concorso straordinario si è appena concluso dopo un incalcolabile periodo di attesa ed una procedura “ordinaria” è stata allestita in fretta e furia con risultati, a quanto si apprende, deludenti e che hanno escluso una miriade di candidati ( lo stesso si può dire degli esiti dello straordinario ).

Tuttavia, si è dato inizio ad una procedura di immissione in ruolo senza conoscere i numeri realmente autorizzati e che rischia di divenire caotica coinvolgendo un alto numero di persone e lasciando cattedre scoperte.

I provvedimenti volti a migliorare taluni aspetti pratici della questione sono tuttora affidati ad emendamenti del mastodontico decreto “Sostegni-bis”, persi nei meandri delle Commissioni parlamentari e dei loro tempi di discussione. Si chiede venia per aver riportato qui talune questioni arcinote ma come potremmo ignorarle, essendo esse la vera chiave delle criticità che la Scuola rischia di vivere nuovamente?

Sul complesso fronte della sicurezza sanitaria lo scenario è forse ancor più disarmante: voci contraddittorie, affermazioni e secche smentite rilasciate nell’arco di poche ore, interventi a vario titolo di soggetti che sembrano non conoscere la realtà scolastica. Il caso più evidente è quello dei vaccini per i quali le stesse voci autorevoli hanno cambiato troppo spesso la propria versione ( su opportunità, rischi e sicurezza ), più volte in modo diametralmente opposto. Oggi ci viene detto che la cosiddetta “riapertura in sicurezza” potrà avvenire solo dopo la vaccinazione degli alunni che sino a poco tempo fa non era neppure contemplata.

Mi sembra che a questo punto la confusione sia troppa e che sia giunto il momento di rispondere ai dubbi e alle perplessità che agitano gli interessati e non con atteggiamento vago e paternalistico. D’altro canto, se ancora mancano chiare indicazioni scientifiche su certi aspetti, anche delicati poichè riguardano la nostra persona, si adotti semplice cautela e non si reagisca solamente prefigurando scenari catastrofici.

Un mio professore universitario durante il percorso abilitante amava ricordare che la scienza fornisce risposte chiare ed affidabili ma che essa non è la politica; questa, semmai, ha il compito di agire tenendo conto delle informazioni disponibili ma senza rinunciare al suo insostituibile ruolo etico, morale e rappresentativo.

Vi prego, non dimenticatevi che la Scuola è soprattutto giovani, ragazzi, bambini, ossia l’immenso capitale umano che garantirà il nostro futuro. Dobbiamo loro una straordinaria attenzione. Non spaventiamoli inutilmente, non priviamoli di questi anni e di queste esperienze preziose. Io non sono che una privata cittadina che non parla in pubblico, coloro che possono farlo, lo facciano con coscienza e consapevolezza della realtà scolastica!

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