Un milione di docenti e Ata vittime del conguaglio di febbraio hanno preso visione della forte riduzione di stipendio, diversi con meno di 10 euro in busta paga: Anief rivendica più attenzione verso la categoria

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Diventa tangibile la sensibile riduzione che tanti docenti e Ata, almeno un milione, si sono ritrovati senza alcun preavviso nello stipendio di questa mensilità per via dell’applicazione del conguaglio fiscale applicato in unica soluzione ai compensi dello scorso anno.

Alla denuncia dell’Anief di alcuni giorni fa, ribadita con la richiesta di dilazionamento del debito, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ha replicato come avrebbe dovuto, ma solo spiegando che la legge impone la restituzione dei soldi in un’unica soluzione.

Così, in questi giorni una bella fetta di lavoratori della scuola stanno prendendo conoscenza dei tagli adottati, dopo avere consultato il cedolino stipendiale di questo mese attraverso il servizio pubblico NoiPa. Molti di loro fino si sono visti togliere fino a 800 euro in meno rispetto a gennaio. C’è anche chi si è ritrovato con una busta paga con l’importo che va tra 1 e 10 euro.

“Quello che sta accadendo è irrispettoso verso i lavoratori della scuola – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché non si può chiedere in un’unica soluzione la restituzione delle tasse non applicate l’anno passato in modo adeguato, non certo per colpa dei lavoratori. Ribadiamo quanto già detto: il taglio dello stipendio andava annunciato e dilazionato sino alla fine dell’anno. Va anche considerato che docenti e Ata si ritrovano già con degli stipendi assai più bassi rispetto ai colleghi europei e anche a quelli degli altri comparti pubblici”.

“Inoltre – continua il leader del giovane sindacato -, la mancata applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale piena, a seguito del mancato rinnovo del Ccnl 2022-24, ha prodotto una perdita media di 4.000 euro a lavoratore: per questo stiamo cercando di fare recuperare l’indennità piena con la presentazione di diffide per tutti i docenti e Ata, più ricorsi ad hoc per i precari. In questo contesto, fatto di stipendi assegnati ai lavoratori della scuola pari ad almeno il 30% in meno, aliquote fiscali e conguagli andavano introdotti con più attenzione, la stessa che docenti e Ata mettono in atto per fare crescere le nuove generazioni”.

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