Un gioco folle per festeggiare la maturità: ragazzo disteso sul tetto di una macchina in corsa

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Una celebrazione della maturità sfociata in una temeraria bravata ha fatto scalpore a Prato, in Toscana. In un video apparso sui social, un ragazzo, scalzo, con capelli e indumenti agitati dal vento, era sdraiato sul tetto di un’auto in corsa. Fortunatamente, l’esperienza si è conclusa senza incidenti, ma la situazione avrebbe potuto degenerare in tragedia.

Il filmato, che ha rapidamente fatto il giro dei social, ha diviso l’opinione pubblica tra coloro che trovavano la scena divertente e coloro che ne erano indignati. Mostra una Renault bianca che procede con un passeggero inusuale sul tetto, tenendosi alle portiere laterali dell’auto mentre questa continua la sua folle corsa.

Dato l’alto grado di pericolosità della situazione, sia per il protagonista che per gli altri viaggiatori, le autorità sono intervenute immediatamente. Grazie alla targa, sono riuscite a risalire al giovane alla guida dell’auto.

Il giovane ha affermato che tutto faceva parte di un “gioco”, un immaturo modo per celebrare la maturità. Fortunatamente, è stato escluso il coinvolgimento in qualche sfida online, fenomeno preoccupante in questo periodo, in seguito agli eventi drammatici di Casal Palocco.

Il conducente dell’auto, un 20enne, è stato multato di 200 euro, ha subito una decurtazione di 14 punti dalla patente e una sospensione della stessa. Le violazioni contestate includono la condotta pericolosa, l’omissione delle cinture di sicurezza per i passeggeri presenti in auto e l’eccessiva velocità.

Nel corso della giornata, la polizia municipale ha convocato anche gli altri due giovani coinvolti nell’incidente.

“Episodi come questo dimostrano che i fenomeni sociali di oggi, sotto la spinta delle scoperte informatiche e delle nuove metodologie di comunicazione, corrono molto più velocemente della nostra società – commenta il comandante della Polizia municipale Marco Maccioni -. In particolare, chi è tenuto a far rispettare le norme si trova privo di strumenti efficaci per contrastare queste nuove criticità come le challenge sui social: se non ne consegue un fatto grave, come per fortuna è accaduto in questo caso, gli strumenti operativi offerti dalla attuale normativa si rilevano inefficaci: nel caso di specie tutto si è risolto con sanzioni pecuniarie amministrative contenute nel codice della strada”.

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