“Un diritto allo studio che contempli la possibilità di fallire e la necessità di rallentare”. La protesta degli studenti universitari

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Gli studenti universitari chiedono il diritto a uno studio che contempli la possibilità di fallire e la necessità di rallentare, invece dell’ansia da competizione e della retorica della performance da record.

Questo grido di aiuto si è fatto protesta politica, dopo i tristi eventi di suicidi tra gli universitari. La salute mentale degli studenti è diventata la loro prima preoccupazione, anziché solo investimenti, residenze, mense e aule. Gli studenti vogliono essere messi in condizioni di affrontare gli studi universitari, senza la pressione di competere e di vincere la gara.

In molte università ci sono sportelli di consulenza psicologica, ma la domanda è sempre più alta, come segnala La Repubblica, anche i rettori e la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini hanno espresso la loro solidarietà agli studenti e il loro impegno a lavorare sulla formazione dei docenti e sulla tutela della salute mentale degli studenti.

La docente di Psicologia all’università di Bari, Antonietta Curcio, ha sottolineato la necessità di aprire una riflessione sui modelli educativi e di fare più attenzione alla fragilità degli studenti.

Spiega Laura Parolin, presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, al settimanale L’ Espresso: “Tra le ragioni per cui gli studenti soffrono c’è il peso dell’eccellenza: come se essere eccellenti, o eccezionali, fosse l’unico segnale possibile di successo. Questo tipo di educazione lascia fuori non solo ciò che non funziona ma anche tutto quello che è medio, normale. Generando la sensazione, in chi non raggiunge il massimo, di aver fallito. E, come conseguenza, l’incapacità di tollerare l’insuccesso. Che invece costituisce un valore nel processo di crescita personale, perché permette di ripensare, ripartire, ricostruire”.

Per Parolin, “il 30 all’esame, la laurea in tempo sono parametri rigidi. Guidano una generazione poco abituata a scoprirsi, a pensare ai propri talenti, a premiare le differenze”.

Pertanto, è necessario fornire aiuto e sostegno a coloro che si trovano in situazioni di difficoltà, al fine di prevenire tragici esiti come quelli lamentati finora.

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