Un dipendente pubblico su tre lavora nella scuola: bassi stipendi, molti precari. Più impiegati a Centro e Nord

di redazione
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A dare i numeri l’Osservatorio Inps sui dipendenti pubblici secondo il quale i lavoratori pubblici con contratto a tempo indeterminato nell’anno sono stati 3.128.694.

Maggior numero di lavoratori della PA

Il comparto con più dipendenti è la scuola con 1,15 milioni di lavoratori in media 2018.

Retribuzione

Rispetto alla tipologia contrattuale, guardando ai lavoratori con almeno una giornata di lavoro nell’anno (3,5 milioni) quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato sono 3.128.694 (l’87% del totale), con una retribuzione media annua di 35.617 euro e 303 giornate medie retribuite.

Il gruppo contrattuale della Scuola è quello modale nella tipologia contrattuale a tempo determinato con il 67,5%, con la retribuzione media annua più bassa pari a 11.229 euro e solo 151 giornate medie retribuite.

Età impiegati

Per quanto concerne la struttura per età emerge che, nel 2018, la classe di età modale è quella tra i 50 e i 54 anni con 673.547 lavoratori (18,8% sul totale). Il 96% dei lavoratori ha più di 30 anni. I lavoratori maschi rappresentano il 41,5% della distribuzione. Nelle classi di età tra 40 e 64 anni il divario per genere si accentua con una netta prevalenza delle femmine a quota 60%.

Più impiegati a centro e nord

Analizzando la distribuzione dei lavoratori per area geografica di lavoro, nel 2018 il 23,7% dei lavoratori pubblici lavora nel Centro, seguono le regioni del Nord-ovest (23,1%), il Sud (21,8%), il Nord-est con il 19,8% e le Isole (11,6%). Le retribuzioni medie nel 2018 presentano i valori più bassi nelle due ripartizioni del Nord rispettivamente 31.838 euro nel Nord-ovest e 31.738 nel Nord-est.

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