Un decreto legge per assumere i precari. Lettera

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inviata da Prof.ssa Pieroni Mara – Facendo riferimento a quanto riportato su vostro sito “Risposta a distanza da parte del Ministero, attraverso un lancio ANSA: “La soluzione prospettata da parte sindacale in merito a un concorso per soli titoli – leggiamo – non è prevista dalla vigente normativa”.

Questa la posizione espressa dal Ministero dell’Istruzione oggi, al termine dell’informativa sindacale. I bandi, ha ribadito Viale Trastevere all’agenzia, “sono redatti conformemente alle disposizioni di legge” in vigore” appare veramente una mistificazione.

Credo che il Ministro sappia bene cosa sia un decreto legge e quanto sarebbe utile per affrontare le necessità impellenti della scuola italiana nel momento più caotico della sua storia repubblicana. La soluzione più semplice è un decreto legge.

Questo rappresenterebbe proprio lo strumento per cui è  stato creato, ossia un provvedimento con valore di legge adottato dal Governo nei casi straordinari di necessità e urgenza.

Ne non stati emanati nell’ultimo periodo tanti, ad un ritmo incessante, in ogni settore sociale, economico,  sanitario.

Il decreto legge, dopo essere adottato  dal Governo, è emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Entra in vigore il giorno stesso o il giorno successivo alla pubblicazione.

Successivamente il decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, altrimenti perde efficacia sin dall’inizio. Le Camere, tuttavia, possono regolare con una legge i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto legge.

Perciò siamo nei termini. Una settimana per scriverlo, 60 giorni per convertirlo in legge, totale 67 giorni, ossia fine giugno. Il tutto dopo aver attestato i trasferimenti, che saranno pubblicati per tutto il personale docente entro il 26 giugno ed entro il 10 luglio per il personale educativo entro il 1º luglio.

Non vedo assolutamente alcun impedimento.

Al contrario, riconosco un grande risparmio nelle procedure burocratiche, un risparmio di energie intellettuali, di tempo, di denaro pubblico, di personale reclutato per presenziarne lo svolgimento, di problemi logistici sul dove e come far svolgere questo concorso, problemi di spostamento dei partecipanti che al momento non sembra proponibile. Non solo. Sarebbe anche una dimostrazione di efficienza della nostra famigerata scuola, nel portare a termine una richiesta di applicazione delle normative dell’Unione Europea, tante volte eluse.

Nel tempo sprecato a discutere su questa faccenda, si potrebbero fare e produrre molte più soluzioni ad altri problemi reali che tutti gli italiani stanno affrontando.

Ministro, non riesco veramente a capire come si possa affermare in buona fede che si tratta del rispetto delle norme. Le norme, come tutto ciò che è inventato dall’uomo, possono essere modificate se c’è necessità. E la necessità di avere personale docente stabile non mi sembra contestabile.
Ministro, troviamo un attimo per riflettere sull’opportunità  di un decreto legge finalmente dalla parte dei cittadini, non dei presunti “precari”. Al momento attuale tutti gli italiani vivono la precarietà, proprio tutti. In primis, me lo lasci dire, i giovani, non abituati ad affrontare il sacrificio di starsene in prigione, senza poter vivere una vita normale. Credo che qualsiasi  adulto, per quanto  possa sforzarsi, non saprà cosa stanno provando proprio perché non è un bambino o un ragazzo. Stiamo tutti vivendo la precarietà.

Gli insegnanti hanno il compito di formare le menti dei futuri italiani e sono i depositari di una responsabilità che essi sentono nel significato più profondo del termine. Il lavoro dei docenti deve essere tutelato e riconosciuto. Questo decreto legge per assumerli rappresenterebbe un beneficio per tutta la nostra società e soprattutto per il futuro di ragazzi che stanno vivendo uno straniamento mai richiesto alla loro età alle nostre generazioni, alla sua e a quelle precedenti.

Le leggi le fanno gli uomini e possono  essere modificate.

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