Un decreto che si chiama “salva – precari” non riesce a mettere d’accordo i docenti

Di Lalla
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Lalla – Un nome altisonante per un decreto che ad alcuni docenti proprio non piace, perchè mortifica la legittima aspettativa di supplenze derivante dalla propria posizione in graduatoria, mentre altri lo invocano per arginare gli effetti ancora in atto dei tagli agli organici

Lalla – Un nome altisonante per un decreto che ad alcuni docenti proprio non piace, perchè mortifica la legittima aspettativa di supplenze derivante dalla propria posizione in graduatoria, mentre altri lo invocano per arginare gli effetti ancora in atto dei tagli agli organici

Silvia – Mi associo all’intervento della collega e alle ragioni addotte per la necessità della proroga del salvaprecari. Aggiungo però che, come hanno già sottolineato altri colleghi, le giustificazioni del sottosegretario e le sue soluzioni non solo non possono essere comprese, ma persino atterriscono, perché dimostrano quanto chi sta nella sala dei bottoni non conosca affatto il sistema su cui detta legge e che noi docenti subiamo sempre più interdetti.

Quali sarebbero infatti gli investimenti economici da fare sul salvaprecari, che, come è noto, è praticamente a costo zero, dal momento che fino ad oggi – almeno mi pare- è garantito il compenso per chi lavora, indipendentemente dalla graduatoria da
cui è convocato? Vogliamo parlare poi della “soluzione progetti regionali”?

Beh..il sottosegretario sa che, per esempio, nella regione Sicilia hanno avuto un percorso a dir poco bislacco, cominciando a fine anno scolastico e ripercuotendosi in quello successivo, con le più sbaragliate conseguenze didattiche, che solo chi sta dentro il sistema può ben intuire? Il sottosegretario sa che il pagamento della I annualità è stato sofferto, inoltrato in 3 tranche col contagocce e ultratassato? Il sottosegretario sa che della II annualità noi docenti non abbiamo percepito, a distanza di mesi, un soldo? Il sottosegretario sa che la III annualità, corrispondente al terzo anno scolastico di attuazione del decreto salvaprecari, non è stata nemmeno attuata, probabilmente per vergogna mista a sparizione dei fondi? Sono queste le soluzioni per noi precari?

Quo usque tandem abutere patientia nostra?

Grazia – Gentile Redazione, Ho sentito che qualcuno vuole riproporre per il prossimo anno scolastico il decreto salva-precari, come se tre anni di ingiustizia non fossero sufficienti.

Riproporre nuovamente questo decreto (che forse può andare bene in molte regioni d’Italia, dove leggo spesso che lavorano colleghe della terza fascia senza abilitazione) in Sicilia e’ impossibile, nella citta’ di Palermo, dove io sono iscritta nella graduatoria della scuola dell’infanzia e primaria chi ha 200 punti e non e’ inserita nel salva-precari NON LAVORA.

Riproporlo significa condannare ancora una volta i molti sfortunati (e siamo veramente molti), come me, che non siamo riusciti a fare i 180 giorni nella stessa istituzione nell’anno scolastico 2008/2009, (peccato li avevo fatti negli anni 2003/2007 e dunque non sono più precaria da salvare, ma da condannare).

Chi scrive ha 50 anni, 20 anni di sudato servizio, 5 abilitazioni, e quasi 190 di punteggio nella scuola dell’infanzia.

A questo punto mi chiedo se il decreto e’ nato per salvare i precari della scuola, dai tagli della Gelmini nel governo Berlusconi, non capisco perché’ salvare solo chi aveva lavorato negli ultimi anni e no, a maggior ragione, i precari storici, chi ormai da anni trascura casa e famiglia, correndo pure dei rischi, per spostarsi da una scuola all’altra in città’ e fuori città’, per maturare questo tanto ambito punteggio.

Più che salva-precari sarebbe più giusto chiamarlo "salva-ingiustizia" o "salva-furbetti". E’ vera INGIUSTIZIA salvare, solo chi per sola fortuna, ha lavorato nella scuola giusta nell’anno giusto, magari solo per un allattamento di un’ora al giorno (incarico spesso non accettato da chi aveva un alto punteggio) o provenienti da altra classe di concorso senza esperienza in questo campo, senza punteggio e che si lamentano pure perché’ non sanno cosa far fare nella scuola dell’infanzia, e non "salvare" chi ha lavorato per 20 anni in diverse scuole o chi, li aveva fatti prima dell’anno utile

"Salva-furbetti" perché, questi della lista prioritaria, avendo numerosi agevolazioni: sono inserite in tutte le scuole della città e dintorni; hanno il merito; hanno il punteggio; sono pagate anche se non lavorano, ragion per cui si possono permettere il lusso di non rispondere al telefono, se chi chiama é una scuola poco gradita.

Ho letto da qualche parte una collega del salva-precari scrivere <<E’ una "regalia" che lo stato ci fa ed io ne voglio approfittare>> troppo…. troppo comodo!!!! perché dunque non richiederlo di nuovo a grande forza ?

L’unica nota stonata é, che in questo periodo di forte crisi, lo stato che fa questi regali, suona proprio male.

A noi "sfortunati" senza meriti, senza punteggi, senza soldi, ma con un punteggio altissimo, acquisito in lunghi anni, non ci resta che augurarci che questo scempio finisca al più presto ( i 3 anni sono passati). Non chiediamo il ruolo, la stabilizzazione, che dopo 15/20 anni ci potrebbe pure stare, ma che si ripristini l’ordine, la legalità, la giustizia che si ritorni ad una unica graduatoria dove ognuno possa lavorare con il proprio punteggio, merito e titoli e nella propria classe di concorso dove ha sempre lavorato e maturato il punteggio, e che si ponga fine a questa graduatoria stilata solo su un colpo di fortuna

Mi chiedo, che utilità può avere salvare una precaria, quando questa va a danneggiarne un’altra? Mi chiedo perché creare malcontenti, ingiustizie e guerra tra poveri? SCUSATE LO SFOGO……

Salvaprecari, nel 2012/13 sarebbe attuabile solo per i progetti

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