Un decalogo per i genitori. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Inviato da Lorenzo Picunio – Decalogo per genitori:

1. Mostrare interesse per quello che il bambino, o ragazzo, fa a scuola. Farsi raccontare, guardare i quaderni, leggere assieme le cose da studiare e gli argomenti svolti. Scuola e famiglia devono apparire sempre, agli occhi del bambino, in totale sintonia. Mostrare interesse ed attenzione, ascoltare e cercare di capire cosa si è fatto in classe. Usare gitarelle di famiglia o visite ai musei come occasioni per apprendere: conoscere i luoghi, leggere le cartine, raccogliere i depliant, scattare foto.
2. Rispondere subito alle richieste della scuola: firme, controllo del libretto personale, avere il corredo scolastico sempre in ordine. Evitare “Ho finito il quaderno, non ho i fazzoletti “. Evitare i ritardi se possibile.  Mostrare che la scuola è importantissima per la famiglia.
3. A letto presto la sera.
4. Niente giocattoli o altri oggetti non scolastici a scuola. E nessuna commistione: una penna giocattolo è una cattiva penna.
5. Niente sprechi, seguire le mode degli acquisti, figurine o altro, con estrema parsimonia.
6. Il bambino malato sta a casa, per il numero di giorni strettamente necessari, o in base al certificato medico.
7. Il bravo genitore sa dire dei no, non permette al figlio di risoondergli in modo scorretto, lo segue nei suoi desideri ma è sempre lui – non il figlio – a decidere. Discutere di qualsiasi argomento, senza preclusioni, con linguaggio adeguato e con pazienza; se non si ha voglia si dice “Fra dieci minuti sono da te”.  Ma dopo dieci minuti bisogna esserci.
8. Leggere mezz’ora al giorno. Fino a sei o sette anni legga il genitore, poi legga il bambino con frequenti controlli della comprensione. Scelga via via sempre di più il bambino cosa leggere, con consigli dell’adulto.  “Libro della notte” prima di dormire. Lettura di e-book? Magari un po’, fumetti ovviamente si, ma alternati con altre letture.
9. Televisione e computer Per tempi limitati. quasi sempre con  l’adulto vicino. Cercare programmi istruttivi o anche solo interessanti. Cartoni animati con giudizio, conoscere anche i grandi classici disneyani , . Tanta musica, classica e moderna: imparare a suonare uno strumento è una grande ricchezza. Pochi videogames, dando limiti di tempo non superiori a mezz’ora. Giochi da tavolo, piuttosto, dama, scacchi, Monopoli, giochi di carte, enigmistica, Lego e costruzioni in genere.
10. Sport come divertimento, condivisione di esperienze, coscienza dei propri mezzi, rispetto delle regole e non come competizione sfrenata.  Atteggiamento di curiosità verso tutti gli sport. Gerarchia precisa: viene prima la scuola, i calciatori di oggi sono in buona parte laureandi o laureati.
Conclusione: un bimbo o ragazzo viziato e seguito solo sul piano materiale non è felice. E, come per tutte le cose, stare con gli altri è una molla importante di gioia e di conoscenza.
Versione stampabile
anief anief
voglioinsegnare