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Un breviario per la pace e un’UDA da scaricare per la tolleranza: “Il filo della pace” lega una coscienza all’altra attraverso le parole

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Ho trovato fantastica l’introduzione del collega giornalista Ernesto Di Lorenzo al suo breviario titolato “Il filo della pace” edito dalla casa editrice Ernesto Di Lorenzo Editore di Alcamo che porta il suo nome. Scrive: “Il filo della coscienza lega una coscienza all’altra attraverso le parole. Questo Block notes ne propone una piccola, ideale antologia. Sono parole d’ogni tempo, che restano nel tempo. È una raccolta in fieri”. Sì, perché il tema della cultura della pace e della comunicazione non violenta è sommamente importante, oggi più che mai, oggi più di prima, soprattutto nell’attualità. Pace, tolleranza e riconciliazione ritornano prepotentemente a impossessarsi delle nostre coscienze, riempiono le pagine dei nostri giornali, riecheggiano con forza nelle aule scolastiche e universitarie. Rimbombano nelle nostre orecchie. Sì, con la forza e la determinazione della necessità che è urgente diffondere la cultura della pace.

I conflitti sociali

Inutile nascondere il fatto che i problemi sociali nel mondo coevo sono proprio i numerosi (non certamente solo quello della martoriata Ucraina) i conflitti che scaturiscono da conflitti politici, da vicissitudini culturali, conflittualità etniche e razziali, divergenze religiose e ostilità geografiche. Ma i nostri ragazzi, i nostri bambini, i nostri figli, noi stessi, siamo profondamente e sinceramente stanchi delle lotte e dei conflitti strazianti, talvolta devastanti e spesso catastrofici che scandiscono le nostre giornate e riecheggiano sui nostri mezzi di informazione invadendo i nostro social. Ma accanto a questa devastazione dalle proporzioni planetarie abbiamo un mondo di giovanissimi e giovani, di docenti, di uomini di cultura e intellettuali, di gente comune che stanno cercando un modo (e lo fanno con la disperazione di chi non vuole rassegnarsi) per avere una società pacifica; per avere la certezza di una comunità non violenta. Con tutto quello che si intende per “non violenza”. La pace insomma. Scrive il dottore Ernesto Di Lorenzo “è l’eterno orizzonte dell’uomo. La conditio sine qua non di ogni diritto. Il filo che lega tutte le conquiste della civiltà. La pace, equilibrio fragile e prezioso, ha sempre ispirato l’intelletto umano creando un infinito universo di pensieri e di parole”. Scrive Abbas Yazdani “Analizzando il concetto di pace e, al contrario, esprimendo tutte le forme di violenza, la religione fornisce basi preziose per la cultura della pace e la realizzazione di una società non violenta”.

La pace e la pace delle religioni: temi sentiti anche nelle nostre scuole

Se è vero, come è vero, che una parte considerevole della popolazione mondiale è costituita da seguaci delle più svariate religioni del mondo, la loro idea di tolleranza, di pace e di riconciliazione tra gli uomini è enormemente importante. Diciamo che senza questa idea, o meglio, senza queste idee, è impossibile costruire un processo di pacificazione planetaria. Il teologo cattolico Hans Kung dice: “Non ci sarà pace tra i popoli di questo mondo senza pace tra le religioni del mondo” (1996 ). Il numero di persone morte in guerra negli ultimi anni è stato estremamente elevato. Dagli anni ’90, milioni sono morti nei vari conflitti apertisi e mai chiusi in alcune aree del mondo. Il risultato è che oltre l’80% delle vittime sono civili e il numero di rifugiati e sfollati si è accresciuto a dismisura con tutte quelle migrazioni tra sud e nord del mondo, est e ovest del mondo che hanno determinato, se mai non fosse stato scontato, ulteriori frizioni e numerosi altri conflitti, stavolta, di tipo sociale. Quindi, è evidente e incontrovertibile che il bisogno di riconciliazione, pace e tolleranza è sentito più che mai nel nostro pianeta, nella nostra Europa, nella nostra Italia, nelle comunità nelle quali viviamo e nelle scuole nelle quali operiamo.

La pace e la cultura della pace

La domanda derimete in questo contributo è: cosa intendiamo fedelmente per pace? “Il termine pace è un termine grandemente emotivo, storico, ed è spesso usato male come strumento di propaganda politica” come scrive Howard. Galtung definisce la pace come “l’assenza di violenza in ogni forma”. Una società che non rispetta i diritti degli altri, una società razzista, etnica, monopolistica, è considerata culturalmente violenta. Ed è evidente che, in una società siffatta, non ci può essere pace. Ernesto Di Lorenzo fa suo il testamento di Gino Strada e nella nota introduttiva dell’editore scrive: «Il racconto di una vita in prima linea contro la guerra diventa una miniera di insegnamenti sulla pace. “Immaginare un mondo senza guerra è il compito più ambizioso che la specie umana si possa dare, la scommessa più grande che ci attende”». La pace è più dell’assenza di guerra sosteneva Immanuel Kant. È anche “il mantenimento di una società ordinata e giusta”, protetta dalla violenza o dall’estorsione degli aggressori, e giusta nell’essere difesa dal depauperamento e dall’abuso da parte di chi è più forte e più potente come afferma Howard. Gandhi giustamente ha parlato di non violenza piuttosto che di pace sottolineando l’urgenza e la necessità di superare l’ingiustizia; in primis, naturalmente, l’ingiustizia sociale. Jonathan Schell riassumendo l’insegnamento di Gandhi scrive con analisi lucida: “La violenza è un metodo con cui i pochi spietati possono sottomettere i molti passivi. La nonviolenza è un mezzo attraverso il quale i molti attivi possono sopraffare i pochi spietati”. Anche se il termine nonviolenza è una parola “altamente imperfetta”, ha affermato con determinazione Schell.

A scuola per costruire una cultura di pace

Costruire una cultura di pace è un compito urgente per la nostra epoca e per le nostre comunità scolastiche. Lo è oggi più di quanto non lo fosse nel passato, anche recente. La cultura della pace è in netto contrasto, infatti, con quella che possiamo definire come cultura della guerra e della violenza. Per seminare la pace, per sviluppare in ciascuno di noi e dei nostri alunni la pace è assolutamente necessario e indispensabile educare e illuminare le persone, specialmente le giovani generazioni, con una rinnovata formazione alla pace. Papa Francesco (ripreso in quarta di copertina dall’editore Ernesto Di Lorenzo nel suo “Il Filo della pace”) afferma “La pace non è solo assenza della guerra, ma l’impegno instancabile a riconoscere, garantire e ricostruire concretamente la dignità, spesso dimenticata o ignorata, dei nostri fratelli, perché possano sentirsi protagonisti del destino della propria nazione”. Il congresso internazionale dell’UNESCO del 1989, al fine di incoraggiare le persone a sviluppare una cultura di pace, ha riconosciuto che “Il congresso ha raccomandato all’UNESCO di ‘aiutare a costruire una nuova visione della pace sviluppando una cultura della pace basata sui valori universali del rispetto della vita, della libertà, giustizia, solidarietà, tolleranza, diritti umani e uguaglianza tra uomini e donne”. L’appello delle nazioni Unite per l’educazione alla pace – si legge in Dedaration – suggerisce che l’educazione in generale è importante per la creazione di una cultura della pace e che tipi specifici di educazione alla pace possono essere di particolare importanza. Questi includono l’aspettativa che i bambini, fin dalla tenera età, beneficino di un’educazione sui valori, atteggiamenti, modi di comportamento e stili di vita che possono consentire loro di risolvere qualsiasi controversia pacificamente e in uno spirito di rispetto per la dignità umana e di tolleranza e non discriminazione”.

UdA “Pace e non violenza” per la scuola secondaria di I grado

Riecheggiano forti, assieme all’appello del giornalista Ernesto Di Lorenzo, in tutta la lotto attualità, le finalità della strabiliante UdA realizzata dai docenti dell’Istituto Comprensivo Statale “A. Manzoni” di Amorosi (diretto brillantemente e con competenza dal Dirigente scolastico prof. Giovanni Aurilio) intitolata “Pace e non violenza” e destinata agli alunni della scuola secondaria superiore. UdA che alleghiamo all’articolo come esempio tangibile di una scuola impegnata seriamente e con alto profilo per costruire percorsi di pace. Ma leggiamola insieme questa interessanti finalità: “Promuovere la cultura della Pace e della Nonviolenza attraverso esperienze di tolleranza, reciprocità, democrazia, legalità, difesa dei diritti umani e dell’ambiente”. Ma per farlo, sottolineano i docenti dell’Istituto, è necessario “Condurre l’alunno:

  • ad acquisire un’immagine chiara della realtà sociale e a favorire una corretta integrazione sociale;
  • a prendere coscienza di sé e delle proprie potenzialità;
  • ad ampliare il punto di vista di sé e sulla propria collocazione nel mondo;
  • a riconoscere e interagire con i soggetti che possono sostenere la definizione e l’attuazione del proprio progetto di vita;
  • a riflettere sulle differenze e sulle somiglianze;
  • a scoprire il proprio ambiente di lavoro.

15.01.2023 – uda-pace-e-non-violenza

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