Un anno fa Fioramonti si dimetteva da ministro dell’Istruzione e diceva: “Serve più coraggio per la scuola”

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Il 25 dicembre 2019 si è verificato un caso più unico che raro. Lorenzo Fioramonti, allora ministro dell’Istruzione e dell’Università, consegnava al premier Giuseppe Conte, la lettera di dimissioni all’indomani dell’approvazione della Legge di Bilancio.

Da quella scelta insolita (non solo per la tempistica, ma per la coerenza con quanto aveva annunciato qualche settimana prima – “Se non ci sono almeno tre miliardi per la scuola, mi dimetto”) è successo davvero di tutto.

Lorenzo Fioramonti si dimette, avrebbe consegnato lettera a Conte

Al posto di Lorenzo Fioramonti, il premier decise di scorporare il Ministero: Lucia Azzolina, allora sottosegretario all’Istruzione, venne promossa a capo del Ministero della Scuola, mentre Gaetano Manfredi venne nominato Ministro dell’Università.

Non poteva mai aspettarsi, però, Lucia Azzolina, che il suo dicastero sarebbe finito al centro della più grave emergenza dal secondo dopoguerra: il Covid-19 ha sconvolto la scuola e ancora oggi si fa i conti con la pandemia.

Il 7 gennaio si tenta la nuova riapertura, curva dei contagi permettendo, ma sembra davvero passato un secolo da quella sera di Natale di un anno fa quando le agenzie di stampa dettarono la notizia delle dimissioni di Fioramonti. Chissà se, con il senno di poi, l’attuale deputato del gruppo Misto, sia davvero pentito della scelta.

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