Licei quadriennali e un anno di università in meno. L’idea di Berlusconi per i giovani: “Così entrano prima nel mondo del lavoro”

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Il leader di Forza Italia ed ex premier, Silvio Berlusconi, punta sui giovani. Secondo quanto segnala Il Messaggero, Berlusconi proporrà un anno di scuola in meno sia per le scuole superiori che per le università.

Sarebbe una riforma, segnala il quotidiano, in linea con le esigenze delle famiglie e di tanti giovani. Per Berlusconi non sarebbe una idea di sinistra o di destra, ma avrebbe un senso pop.

Licei quadriennali, una sperimentazione “flop”

La sperimentazione dei licei quadriennali, però, non è stata finora un grande successo. Solo un terzo dei 1001 slot disponibili su base regionale per la scuola superiore in quattro anno è stato “prenotato”.

I dati, resi noti dal Sole 24 Ore, certificano un fallimento o quasi tanto che il Ministero dell’Istruzione, per incentivare ulteriori adesioni, ha fissato al 14 febbraio la nuova scadenza.

Risultato negativo in Lombardia con 48 attivazioni su 150 disponibili, male anche la Sicilia con 29 richieste su 97 posti disponibili. Fa ancora peggio la Toscana con solo 8 richieste di attivazione su 58 posti disponibili. C’è chi, come le Marche, vista l’esiguità di proposte, non ha nemmeno redatto una graduatoria.

Bianchi: “Licei quadriennali sono un modo diverso di fare didattica”

Recentemente il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, aveva parlato della sperimentazione dei licei quadriennali in questi termini: “Il Liceo quadriennale è un percorso sperimentale che si sta consolidando. Si tratta di una trasformazione ormai. Un modo di organizzare la didattica completamente diverso da prima. E’ un modo diverso di affrontare il tema dell’apprendimento. Lo fa ampliando gli spazi della didattica”.

La sperimentazione del liceo quadriennale

Nel concreto, consiste nell’introdurre licei e istituti tecnicquadriennali al posto delle tradizionali superiori di cinque anni, così da avvicinare i ragazzi ai coetanei europei. In Europa sono molti i Paesi – come Francia, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito – in cui ci si diploma a 18 anni invece che 19, guadagnando un anno per gli studi universitari o per la ricerca del lavoro. In tutta la Scandinavia, la parte d’Europa con il sistema scolastico che produce i migliori risultati, tutte le scuole superiori terminano nel corso del 19esimo anno di età.

Attenzione, non si tratterà di una “scorciatoia” per finire prima la scuola: gli istituti che parteciperanno dovranno garantire il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento previsti per il quinto anno di corso entro la fine del quarto anno. Dovrà essere assicurato l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi, che sarà accompagnato da un forte dialogo con il mondo del lavoro, le università e l’indirizzamento professionale.

Come partecipare alla sperimentazione? Le scuole dovranno inviare un progetto in cui metteranno a punto un piano per passare da cinque a quattro anni. Tra i requisiti, è previsto il potenziamento linguistico, la possibilità di scegliere laboratori e insegnamenti personalizzati, oltre a dover rimodulare le ore di lezione e il calendario scolastico. Gli istituti che saranno autorizzati per il piano quadriennale verranno poi attentamente seguiti da un Comitato scientifico nazionale, che ogni anno si occuperà di valutare gli insegnamenti e trasmettere una relazione al ministero con le osservazioni.

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