Umiliata dal concorso truffa e dalle parole del Ministro Giannini. Lettera

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Gentile redazione, scrivo in merito all’ultima affermazione del Ministro Giannini sul concorso docenti.

Ha sostenuto che chi non ha superato il concorso aveva una preparazione inadeguata. Non ci sto! Questa è l’ennesima umiliazione del governo, dopo quella ricevuta dalla commissione che mi ha esaminato. Mi sono formata, laureata, abilitata e plurispecializzata con il massimo dei voti in una delle migliori Università per le lingue straniere, L’Orientale di Napoli. Sono stata ritenuta idonea all’insegnamento dopo tre prove impegnative (TFA 1° ciclo) e dopo un anno intero di corsi, tirocini ed esami, mi hanno valutato ed esaminato docenti universitari italiani e tedeschi di una certa fama e preparazione. Sono in procinto di prendermi una seconda laurea. Lo studio, come l’insegnamento, non è un dovere per me, ma una passione. Il mio unico errore è stata la scelta della regione nella quale sostenere il concorso. Una regione che non pubblica una griglia di valutazione prima degli orali già è in torto, non è trasparente, né onesta. Una regione a statuto autonomo che fa domande specifiche di legislazione locale a chi chiaramente non ha mai insegnato in quei posti non è corretta. Da bando è evidenziato che il candidato deve conoscere la legislazione locale, e va bene, mi sembra più che giusto, ma appigliarsi a meri cavilli burocratici, entrare nel dettaglio della legge e trovare il pelo nell’uovo è abuso di potere. Una commissione composta da un presidente della commissione che non è della materia non ha i numeri per valutarmi, non conoscendo la lingua nella quale mi espongo. Pensavo, ingenuamente, di “andare al nord” per non imbattermi in raccomandazioni, favoritismi e simpatie, e invece è accaduto il contrario. Nella mia regione, in Campania, c’è stata più serietà e trasparenza. Le griglie di valutazione sono uscite regolarmente prima degli orali, le commissioni si sono comportate in maniera adeguata, professionale, competente e ragionevole. Ho superato lo scritto del concorso con 34/40, non per il rotto della cuffia, forse perché lo scritto era anonimo? All’orale i commissari non riuscivano a pronunciare il mio cognome, ignorando anche una parte della storia! Non mi sento inadeguata, affatto, caro Ministro, semmai dovrebbero sentirsi così i commissari che mi hanno esaminato, che non conoscevano l’ABC dell’insegnamento (non si interrompe il candidato, le scelte didattiche sono libere, se precisamente motivate, una griglia di valutazione va data in anticipo, non per ultimo, se non si conosce un aspetto della traccia non si sollevano polemiche inutili e sterili). Detto ciò, numerosi colleghi che hanno superato il concorso sono più che validi e meritevoli, ma un po’ di rispetto per chi è stato semplicemente meno fortunato, per piacere!

Chiara Caracciolo
docente di lingua e civiltà tedesca

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