Ultimo giorno di scuola: docenti supplenti diventano invisibili o in ferie forzate

di redazione
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Maurizio Berni * Ultimo giorno di lezione: tempo di bilanci. Ma non per tutti. Diverse migliaia di docenti spariscono nel nulla, licenziati seduta stante. Eppure l’ultimo giorno di lezione non è certo “l’ultimo giorno di scuola” …

dopo la fine delle lezioni la scuola continua: sia per gli studenti delle classi terminali, che devono affrontare gli esami, sia per i docenti, impegnati negli adempimenti di fine anno scolastico: scrutini finali, con tutti gli atti propedeutici ad essi connessi, e, per alcuni, si prosegue fino a luglio, con gli esami di stato.

Proprio come nel caporalato, alcuni di questi docenti che oggi diventano “invisibili” vengono poi riassunti alla bisogna, per i soli giorni dello scrutinio: assunti al mattino, licenziati la sera;… riappaiono e scompaiono, ad intermittenza, e predispongono, invisibili nei giorni tra un contratto e l’altro, gli atti connessi: compilazione di schede, di giudizi, certificati delle competenze di base, di cittadinanza, relazioni finali… C’è da chiedersi, dopo un licenziamento, quali obblighi abbia ancora una persona verso un datore di lavoro che evidentemente pretende di poter disporre del tempo dei propri ex dipendenti anche in assenza di contratto…

Poi ci sono i più “fortunati”: sono i supplenti con contratto fino al 30 giugno. Ad essi è destinata una curiosa particolarità: quella di ritrovarsi incosapevolmente in ferie; spesso continuando, ignari, a lavorare. Una legge di qualche anno fa (L.135/2012, governo Monti) prevede infatti il divieto di monetizzazione, ovvero l’impossibilità, per chi viene licenziato senza aver potuto godere delle ferie maturate, di poter fruire del relativo compenso, salvo deroghe molto limitate ai casi di supplenze brevi e saltuarie.

Si sa, nei giorni di lezione è difficile ottenere le ferie; sono al massimo sei giornate, quasi mai continuative, e solo in cambio del lavoro volontario di altri docenti che sostituiscono gratuitamente il docente assente. Ecco che si pone il problema di quando far fruire il grosso delle ferie ai docenti assunti fino al 30 giugno. Semplice: è stata istituita l’innovazione delle “ferie spezzettate attribuite interamente d’ufficio”, ovvero periodi liberamente attribuiti dalla scuola senza alcun criterio se non quello di “riempire tutti i buchi possibili”: in ogni periodo in cui le lezioni sono sospese, il docente con contratto al 30 giugno, senza fare alcuna domanda, si ritrova in ferie. L’articolo 2109 del codice civile, che è norma di diretta emanazione del dettato costituzionale (art. 36), con le sue precisazioni (“periodo possibilmente continuativo”, tenendo presente anche “l’interesse del lavoratore”) è carta straccia. Spesso il docente con contratto al 30 giugno scopre in quali giorni era in ferie solo all’atto del licenziamento; magari in quei giorni ha corretto compiti e preparato lezioni come sempre, in ciò vanificando la funzione costituzionale del riposo feriale, diritto irrinunciabile, ovvero “ il recupero delle energie psico–fisiche; la piena estrinsecazione della personalità del lavoratore durante il godimento del tempo libero; la tutela della salute, minacciata dallo svolgimento continuativo della prestazione lavorativa”

Un importante momento di bilancio, già. Il compimento del lavoro annuale di progettazione, attuazione e valutazione dell’attività didattica è la seduta del Collegio docenti conclusiva dell’anno scolastico: si discutono i risultati degli scrutini, si prefigurano le classi future, si programmano le attività di recupero e le verifiche di agosto, per sciogliere i giudizi sospesi: tempo di bilanci, appunto; ma non per tutti, ormai è chiaro, non per tutti. Gli invisibili, dopo l’intermittenza degli scrutini, sono ormai spariti definitivamente; quelli che vanno in ferie senza saperlo sono ancora lì, dispensati, almeno per quel giorno, dalle ferie obbligate grazie a quell’ultima riunione; un po’ frastornati nel guardare al futuro di una scuola che domani non sarà più la loro; magari appena “rientrati” da qualche giorno di ferie obbligate, ma non abbronzati. Un collegio più povero, una professonalità dimezzata per chi non c’è più e per chi è in procinto di lasciare, e un apporto mancante per chi rimane.

Infine, ci sono le famiglie, ignare del fatto che i docenti dei loro figli abbiano possibilità così differenziate di svolgimento della loro funzione; convinte che le loro tasse vadano a finanziare adeguatamente un servizio importante, come l’istruzione pubblica: dopo l’ultimo collegio, è d’uso accogliere le famiglie per informarle dei risultati dei propri figli, per dare qualche dritta per lo studio estivo, anche per un saluto; perché, al di là di quello che si legge e che si enfatizza, quello tra genitori e insegnanti è un incontro tra persone che condividono qualcosa di importante; e non è raro che essi, pur in assenza di adempimenti particolari, si scambino anche solo un saluto e un ringraziamento.

Ma neanche questa possibilità è data a tutti: tra i docenti, gli invisibili sono ormai spariti, e la presenza di coloro che vengono messi in ferie forzate è puramente casuale, in balia del governo di turno che deciderà se risparmiare anche questi ultimi spiccioli, imponendo le ferie anche per il giorno del ricevimento.

Vedremo però alcuni degli invisibili ribellarsi e riapparire, perché a fronte dell’incoscienza di chi non rispettando gli insegnanti li espone a loro volta alla mancanza di rispetto, c’è la coscienza e la dignità professionale di chi preferisce il volontariato piuttosto che venir meno a degli atti che percepisce come dovuti. Un volontariato peraltro clandestino, perché un genitore difficilmente immagina che il professore che ha di fronte in quel momento, che è stato di suo figlio fino a ieri, per lo stato non sia più tale, né può immaginare che non lo era neanche quando, sempre clandestinamente, riempiva le schede, cartacee o elettroniche, propedeutiche agli scrutini

La scuola italiana si regge su persone così; le istituzioni ne traggano le dovute conseguenze e si adeguino.

* Coordinatore provinciale Gilda degli Insegnanti di Pisa

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