Uil Trento: accordo contrattuale per la Scuola in presenza, si può chiudere martedì

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Uil Trento – Di Fiore: “dopo una partenza stentata, un confronto proficuo. Se l’Assessore vuole, possiamo chiudere martedì”. Non è partito nel migliore dei modi il confronto di oggi in APRaN: una convocazione destinata a trovare un accordo di modifica del contratto dei docenti, per l’anno scolastico 2020/2021.

Modifica in funzione della Scuola della ripartenza in presenza e senza esternalizzazioni: docenti e ata sono pronti a fare la propria parte. Si mettano in condizione di farlo.

Un brutto avvio. Malgrado i lunghi momenti di confronto nel corso di questo mese di luglio, la proposta presentata dal Presidente dell’APRaN, professor Bolego, disegnava un netto peggioramento delle condizioni di lavoro per tutti: più ore di attività didattiche con i ragazzi, più frammentazione oraria accompagnata da una flessibilità totale. Una proposta peggiore persino del contratto firmato nel 2014!

Il segretario della UIL Scuola Di Fiore è immediatamente intervenuto chiedendo se quella era una proposta avanzata seriamente o solo per scherzo: “per fare teatro”, come avrebbe detto il compianto Camilleri.
Se, invece, proposta seria era, UIL scuola avrebbe immediatamente abbandonato il tavolo della contrattazione.

Nel silenzio totale e con una delegazione provinciale che tentava risposte, UIL Scuola, con l’adesione immediata di DELSA e GILDA, preparava una controproposta. Il tutto sulla base di quanto già avanzato nel corso
dell’ultimo incontro: quello di giovedì scorso.

Una proposta di modifica dell’orario di lavoro attraverso due articoli … più uno. Una proposta che semplifica la vita di tutti dirigenti scolastici, docenti: basta scartoffie. In un articolo regoliamo l’orario provinciale dei docenti del II CICLO (scuole superiori): le ore di recupero e di potenziamento formativo (le 70+40) vengono rese in due ore settimanali da svolgere con gli studenti. Le rimanenti 40 ore vengono considerate svolte, funzionali alle due di lezione settimanali. Sono ore, quelle richieste, che vengono fissate all’interno dell’orario di lavoro settimanale e che possono essere destinate a: ulteriore orario cattedra, supplenze brevi, interventi in codocenza, sorveglianze. Tutto posto nel proprio orario di servizio. 18 + 2 e non dobbiamo fare altro; alla fine dell’anno tutto deve essere considerato svolto.

In un diverso articolo regoliamo l’orario provinciale dei docenti del I CICLO (Primaria e Medie): le 40 ore di potenziamento formativo si trasformano in un’ora settimanale, posta nell’orario di servizio settimanale, da svolgere con gli alunni ma non su attività didattica frontale: mense, sorveglianza, sostituzioni, compresenze: queste le possibili attività richieste. Per la scuola primaria, la possibilità di alleggerire il proprio orario frontale (pensiamo ai docenti di lingua straniera o di sostegno) con “fino a due mense settimanali”. Anche qui: tutto posto nell’orario di servizio. Nulla da rendicontare alla fine dell’anno.

Ed in fine una modifica contrattuale per tutti: deve essere ripristinato il quadro nazionale delle ore funzionali. Cancelliamo il monte ore di fino a 80 e reinseriamo il (fino a) 40 + (fino a) 40. È quanto viene svolto su tutto il
territorio nazionale. Dopo mezz’ora di sospensione dei lavori, chiesta dai Dirigenti generali, l’amministrazione provinciale sembra aver accolto la nostra proposta, anche se si è riservata di accogliere o meno la modifica delle 80 funzionali; ha rilanciato cancellando il piccolo aumento sulla flessibilità (proposta iniziale di 300€ annui).

Per la UIL Scuola il ripristino delle 40 + 40 è punto dirimente: nel 2014 è stato un errore permettere la destrutturazione del nostro orario di lavoro. Ora dobbiamo risistemarlo.

Quanto ai compensi, miseri, si può discutere: ma non è pensabile si possano cancellare anche quelle poche centinaia di euro inizialmente previste. Ora è rimandato a martedì mattina. Di Fiore: “abbiamo avanzato una proposta di cuore, per la Scuola della ripartenza e contro le esternalizzazioni. Se la Provincia vuole, possiamo chiudere martedì. Ed io confido sia proprio incontro di chiusura dell’accordo. Sia dato un compenso per il diritto dovere alla; sia aumentato il compenso della flessibilità. Ci sono due milioni di euro utilizzati nella valorizzazione: siano posti come aggiunta alla flessibilità”.

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