UIL sul DDL :”Speriamo di aver letto la bozza sbagliata”

di Giulia Boffa
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 "Tra le criticità contenute nella bozza di Ddl c'è la scelta di definire aspetti importanti del rapporto di lavoro – come orario, retribuzione e progressione economica – attraverso una decisione unilaterale per legge":  è il commento del segretario generale della Uil Scuola Massimo Di Menna.

 "Tra le criticità contenute nella bozza di Ddl c'è la scelta di definire aspetti importanti del rapporto di lavoro – come orario, retribuzione e progressione economica – attraverso una decisione unilaterale per legge":  è il commento del segretario generale della Uil Scuola Massimo Di Menna.

Non a caso, osserva il sindacalista, "la bozza del ddl prevede anche la 'inefficacia immediata delle norme dei contratti contrastanti con quanto previsto dalla legge'. A questo va aggiunto che 'entro sei mesi deve essere emanata una direttiva per la revisione del contratto che preveda', tra l'altro 'la esplicita abrogazione di ogni disposizione contrattuale precedente'". Quindi, sintetizza Di Menna, "di fatto è la negazione della regolamentazione del rapporto di lavoro per contratto. Si dice, andate all'Aran a firmare il testo del disegno di legge.

E neanche se fanno un bando internazionale trovano un sindacato disponibile a tale firma. In questo modo viene meno ogni possibile condivisione e partecipazione alle scelte". Il rischio che si corre, spiega ancora Di Menna, è di andare "verso un modello in cui gli insegnanti, che svolgono una professione importante, imperniata sulla libertà di insegnamento, sono trattati più come sudditi che come titolari di diritti e come loro tutto il personale della scuola. Speriamo di aver letto la bozza sbagliata".

 Inoltre, rileva ancora l'esponente della Uil, "la questione che riguarda il precariato non è risolta, sia perché i tempi del ddl sono assolutamente incompatibili con la certezza che al primo di settembre ci siano tutti gli insegnati in cattedra. Poi perché c'è una forte ingiustizia, visto che ci sono insegnanti che hanno tutti i requisiti, visto che hanno fatto la formazione e hanno i 3 anni di incarico a tempo reiterato, e questi vengono ancora mantenuti a tempo determinato". Inoltre, osserva ancora, "è destinato a creare proteste fortissime il ruolo dato singolarmente ai dirigenti scolatici, cioè i presidi, che saranno gli unici soggetti che diventeranno nei fatti il padrone rispetto ai sudditi. Tra l'altro intervenendo anche sulla valutazione e sulla decisone di dare gli aumenti. Quindi – conclude il sindacalista della Uil – è un sistema che non tiene conto delle competenze degli organi collegiali della scuola e della libertà di insegnamento, che è stabilito dalla nostra costituzione".

La valutazione della UIL

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