UIL Scuola Sicilia : “ Una beffa il contratto part time per i co.co.co.”

di redazione
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Uil Scuola Sicilia – “Finalmente, con la legge di bilancio 2018 si è sanata una discriminazione perpetrata dal governo italiano immettendo in ruolo, dal 1° settembre, gli assistenti amministrativi e tecnici che da oltre vent’anni vedevano rinnovato annualmente il loro rapporto di lavoro co.co.co”: ad affermarlo è il segretario generale della Uil Scuola Sicilia Claudio Parasporo, che interviene sulla recente stabilizzazione dei lavoratori.

“Le risorse previste e preventivamente conteggiate, per mantenere il livello retributivo a tempo parziale – aggiunge – ammontano a regime a 16 milioni e 204 mila euro che servono interamente a coprire tutti i lavoratori interessati, mentre la scheda tecnica allegata alla legge di bilancio validata dal MEF fa riferimento a una percentuale di tempo parziale pari al 60,3 % relativamente agli 812 lavoratori interessati”.

Una “storia infinita” che, secondo il sindacato, a questo punto sembrerebbe finalmente risolta a suon di giustizia per i lavoratori interessati, che finalmente raggiungono il traguardo della “parità” con i colleghi di stanza che fino ad oggi si fregiavano del tempo indeterminato.
“Ma qui avviene il colpo di scena che sa di beffa nei confronti dei colleghi – spiega Parasporo – perché il contratto stipulato dal MIUR è di tipo part-time, al 50% delle ore lavorative”.

“Detto così – chiarisce il segretario – sembra che non cambi di molto, ma in termini economici e anche, va ribadito, di dignità lavorativa, si determina uno stipendio inferiore del 25% rispetto a quello percepito da precari: da circa mille euro si passa a 677,55 euro mensili”.

“ Il governo insediatosi da circa tre mesi ha indetto una battaglia contro gli sfruttamenti e la povertà e per il ripristino della dignità lavorativa – aggiunge – ma sembra quasi che si sia dimenticato di questi lavoratori che al netto del proprio stipendio non saranno più in grado di provvedere ai bisogni delle loro famiglie”.

“La UIL Scuola Sicilia – conclude Parasporo – chiede che sia le forze politiche che quelle istituzionali della Regione si impegnino a chiedere il ripristino di un vero e proprio diritto alla sopravvivenza delle famiglie: basta con le parole, basta con gli attestati di solidarietà, occorre adoperarsi per far capire che le risorse impegnate per la stabilizzazione devono essere ripartite all’interno di quel gruppo di lavoratori, garantendo almeno quanto deciso dalla legge di stabilità e quindi il 60,3% del tempo parziale, non tenendo in considerazione, come invece previsto dalla legge, le economie sopraggiunte che derivano dal minor numero di immessi in ruolo, che porterebbero sicuramente ad un calcolo percentuale superiore”.

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