UIL Scuola Puglia: c’è una questione meridionale della scuola

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“Nel mondo della Scuola, la questione meridionale, e quindi anche pugliese, esiste e rappresenta un’emergenza che merita di essere affrontata con condivisione e concretezza.

In gioco ci sono l’offerta didattica e formativa, la cui qualità è a forte rischio, minata da un conclamato deficit di organico, sia docente che di personale ATA, e il rispetto nei confronti di tante famiglie che invece hanno riposto  e continuano a riporre la propria fiducia nel sistema scolastico, affidando il futuro dei propri figli”.

Queste le parole di Gianni Verga, Segretario Generale della UIL Scuola Puglia , che aggiunge: “Il teorema secondo il quale la Scuola può funzionare nonostante tutto, fondandosi esclusivamente sul senso del dovere di tanti lavoratori, è fallimentare e non può più funzionare, specialmente se poi quei lavoratori vengono puntualmente umiliati con trasferimenti lontani dalle proprie residenze, decisi in base ad algoritmi calcolati nelle segrete stanze della politica, con un rinnovo del contratto atteso da sette anni, o addirittura senza alcuna stabilizzazione nonostante  numerosi anni di precariato”.

“La Scuola italiana –prosegue Verga – è un sistema che, come conferma l’Ocse, può dare risultati straordinari, pertanto merita  molte attenzioni e risorse e non tagli e smantellamenti indiscriminati. La Scuola è futuro, è formazione, è investimento culturale sulle nuove generazioni e non può, pertanto, funzionare ed esprimersi con efficienza se non gli si riconosce il suo essere funzione dello Stato e non già una merce da smistare con disinvoltura sul libero mercato. O, peggio ancora, una macchina burocratica, come stabilito dalla legge 107.  È quindi una “questione” prioritaria per chi, come la UIL, ha a cuore le sorti di questo Paese e di questa regione”.

“In Puglia – incalza il Segretario della UIL Scuola – si è ormai alla canna del gas. All’appello mancano oltre 3000 docenti, mentre in tanti vivono appesi al sottile filo del precariato professionale e reddituale: 4905 gli iscritti in Gae, per risparmiare quattro soldi che i precari non percepiscono, calpestando però il loro diritto a ottenere la stabilizzazione.  E ancora circa 2000 docenti trasferiti al Nord senza alcuna certezza ma con mille disagi. Tagli verticali, risparmi formali e meramente di cassa che però si trasformano inevitabilmente in spreco sostanziale, quello delle diseconomie che pagano a caro prezzo le persone e la comunità scolastica nel suo insieme. La vera riforma, lo sosteniamo da tempo, passa dall’eliminazione dell’organico di fatto. In questa maniera le supplenze sarebbero limitate alla sola copertura delle cattedre disponibili, ma non vacanti per assenza del titolare. Tuttavia, su queste questioni molto accentuate in Puglia, ma comuni a tutto il Mezzogiorno, ogni appello è caduto puntualmente nel vuoto”.

“Ecco perché – conclude Verga – con la misura ormai colma, invitiamo sia i precari che i docenti trasferiti al Nord  nonché i vincitori di concorso, a una mobilitazione generale, mettendo in campo ogni iniziativa di protesta possibile, al fine di convincere la politica a prendere finalmente consapevolezza della drammaticità della situazione e a trovare il coraggio di invertire la tendenza”.

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