La UIL scuola di Cremona vince il ricorso sugli scatti di anzianità ai precari

di redazione
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UIL – Il Segretario Provinciale Mauro Colafato commenta: «le sentenze ottenute dalla UIL Scuola di Cremona vanno nella direzione giusta, riconoscendo il diritto del personale precario alla parità di trattamento retributivo rispetto ai docenti a tempo indeterminato».

UIL – Il Segretario Provinciale Mauro Colafato commenta: «le sentenze ottenute dalla UIL Scuola di Cremona vanno nella direzione giusta, riconoscendo il diritto del personale precario alla parità di trattamento retributivo rispetto ai docenti a tempo indeterminato».

Importante successo in Tribunale per i ricorsi promossi dalla UIL Scuola di Cremona – primo sindacato territoriale ad avviare tale importante iniziativa – patrocinati dagli Avvocati Domenico Naso e Luigi Camurri. Le prime sentenze – trentacinque – sono state depositate tra il 18 settembre e il 5 ottobre 2012, e altre se ne attendono a breve.

Nonostante i giudizi "di corridoio" espressi a suo tempo dagli scettici che etichettavano come propagandistiche le iniziative proposte dalla UIL Scuola relativamente alla richiesta di stabilizzazione del personale precario congiuntamente al riconoscimento della progressione di carriera, il Tribunale di Cremona ha riconosciuto il diritto dei ricorrenti a percepire gli aumenti retributivi collegati all’anzianità di servizio maturata durante l’esecuzione dei contratti a tempo determinato, parificando, di fatto, il loro trattamento retributivo a quello dei colleghi di ruolo.

Il Giudice del lavoro Giulia Di Marco, nel riconoscere ai lavoratori precari il diritto alla medesima progressione stipendiale del personale di ruolo, rileva nelle sentenze che «gli aumenti retributivi collegati all’anzianità di servizio hanno la funzione di commisurare il trattamento retributivo alla professionalità ed esperienza progressivamente acquisite dal lavoratore. Rispetto a tale finalità i docenti di ruolo ed i docenti assunti con successivi contratti di lavoro a tempo determinato si pongono in una posizione di comparabilità, svolgendo identiche mansioni, nei medesimi istituti e vedendo entrambi crescere le rispettive professionalità e competenze al crescere dell’anzianità di servizio». Dando sostanzialmente ragione a quanto sostenuto dalla UIL Scuola già da tempo, il Giudice rileva che il personale precario «ancorché assunto con contratti di lavoro a tempo determinato, aveva il diritto di beneficiare degli aumenti retributivi collegati all’anzianità di servizio maturata», così come previsto dalla contrattazione collettiva per il personale a tempo indeterminato. Non sono state condivise le tesi difensive del Ministero che da un lato ha puntato a valorizzare il tempo lavorato ai fini dell’eventuale immissione in ruolo del personale precario, ma dall’altro ne ha sconfessato la rilevanza sul piano economico.

Tiene a precisare il Segretario Generale Mauro Colafato: «Queste sentenze, che condannano il Ministero, seppur in primo grado, testimoniano che l’iniziativa intrapresa dalla UIL Scuola va nella direzione giusta, in quanto punta alla corretta applicazione del diritto comunitario anche nel settore della Scuola. Riteniamo di aver correttamente tutelato i lavoratori precari che si sono rivolti a noi e che oggi possono finalmente confidare quantomeno nel riconoscimento del loro servizio in termini di anzianità ed esperienza».

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