UIL: no a regionalizzazione istruzione

di redazione
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Comunicato UIL Lombardia – E’ quanto risulterebbe da una bozza di accordo tra lo Stato e regioni che prevede la c.d. autonomia differenziata che per la Scuola avrebbe a riferimento il modello della provincia autonoma di Trento che ha un suo sistema scolastico indipendente da quello nazionale.

Per la UIL Scuola Lombardia un’autonomia differenziata sarebbe un grave errore che segnerebbe la fine della scuola italiana! Quella stessa Scuola che ha unito l’Italia!

Non si può accettare che lo Stato unitariamente considerato, possa permettere che il sistema scolastico nazionale si differenzi a seconda delle regioni ricche o meno ricche che siano: avremmo scuole di seria A, di serie B, ma forse anche di serie C e D, che segnerebbero l’inevitabile emergere di differenze culturali, di identità e di appartenenza di un popolo.

Auspichiamo che il testo dell’accordo tra Stato e Regioni, relativo all’autonomia differenziata già prima della discussione parlamentare, escluda la scuola che deve essere laica, statale, di tutti, nello spirito e nella lettera della costituzione Italiana.

Acquisire tutte le competenze sull’istruzione comprese quelle degli USR e UST che passerebbero all’amministrazione regionale, sarebbe l’idea di fondo degli autonomisti.

Il personale scolastico diventerebbe dipendente regionale, la mobilità sarebbe regolata all’interno della regione; si promettono stipendi differenti e maggiorati da quelli previsti dal CCNL, i programmi di studio regionalizzati. Una scuola che risentirebbe di tutti gli effetti di
condizionamento localistici in termini di libertà ed autonomia scolastica che nessun aumento di stipendio potrebbe compensare.

Noi riteniamo che l’unitarietà della scuola vada preservata a livello nazionale, non potendo accettare le limitazioni che tale autonomia comporterebbe, disattendendo i dettami degli articoli 3 e 33 della Costituzione: l’istruzione non è una merce relegabile in recinti prestabiliti,
magari graditi a qualche forza politica: sarebbero proprio gli studenti delle regioni più ricche a pagarne le conseguenze negative.

La UIL Scuola Lombardia rappresenta le istanze dei lavoratori che hanno contribuito a costituire la scuola Italiana che, nella fiducia degli italiani, è al secondo posto dopo le forze dell’ordine, e massicciamente respingono l’autonomia scolastica regionale annunciata in questi termini.

Il Segretario generale UIL Scuola Lombardia
Carlo Giuffrè

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