04 Agosto 2020 - Aggiornato alle 07:31

UIL: sulla scuola Governo dentro a un pregiudizio. Siamo pronti a mobilitazione

UIL – Turi: siamo interessati ad un progetto per il paese e la scuola ne è il fulcro. Per questo siamo pronti alla mobilitazione.

In Italia per chi commette un reato c’è la presunzione di innocenza, fino al terzo grado di giudizio.
Per gli insegnanti vale la presunzione di incapacità, dopo anni di servizio. Uno storytelling che non regge più.
Così questa mattina, il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, nel corso della diretta Facebook dedicata alla situazione di grave incertezza in cui si trova il personale precario della scuola.

La quarantena sta finendo anche il sindacato smetterà di stare in quarantena – ha detto il segretario Uil Scuola annunciando iniziative di mobilitazione, fino allo sciopero generale della scuola.

Questo sindacato ha mostrato responsabilità, il governo invece si mostra irresponsabile.

Il ministro Fioramonti si è dimesso perché ha chiesto tre miliardi. Oggi, in piena emergenza alla scuola ne viene dato uno e mezzo, in due anni. La politica deve essere responsabile.

Il nodo del confronto con il Governo è stato uno dei punti centrali della diretta con i quattro segretari generali scuola.

La mobilitazione sarà in funzione delle risposte che arriveranno dal Governo. Non dal Parlamento – ha detto senza misure Turi, registrando l’impegno parlamentare a trovare una soluzione che metta in sicurezza il rientro a scuola a settembre e dia garanzie alle migliaia di precari che ad oggi non hanno alcuna certezza rispetto al loro futuro, licenziati a giugno e ad agosto, riassunti da precari, con calma.

Siamo interessati ad un progetto per il Paese. Per questo serve una scuola libera. Si tratta di democrazia e partecipazione che cominciano a scuola Se il sindacato ha trovato soluzioni, se la politica sta cercando soluzioni, possibile che il Governo resti dentro un pregiudizio?

Il futuro di un paese dipende da ciò che viene fatto ogni giorno. La scuola ha accettato una sfida molto difficile partendo da sè stessa, dal suo essere comunità educante.

Si cercano soluzioni contingenti e non si vedono soluzioni d’insieme. Servono visioni olistiche e non corporative.
Abbiamo vissuto vent’anni di tagli. Ora c’è una linea di credito che serve nell’immediato ma che deve guardare anche al dopo emergenza.

La scuola non può essere vista solo come collegata alla produzione. Meno che mai un posto dove lasciare i figli. Le famiglie, i lavoratori, hanno dimostrato di essere molto più avanti della classe politica che li governa.
Il Governo deve fare il suo mestiere. Deve rispondere con soluzioni politiche alle situazioni di emergenza con tempestività e chiarezza.
Il ricorso ad alchimie parlamentari non farebbe che aumentare il vuoto, già esistente, tra palazzo e società.

Ritorno a scuola. Il 14 settembre il riavvio in sicurezza, previsti nuovi spazi alternativi. Segui i corsi di Eurosofia sugli adeguamenti necessari